RECUPERA di poco l'Egizio, scende di parecchio la Sabauda. Si afferma come museo più visitato quello del Cinema alla Mole, mentre quattro mostre torinesi si collocano tra le quaranta più visitate in Italia, seppure non in posizioni troppo avanzate. Luci e ombre sui musei torinesi emergono dal dossier annuale 2004 presentato in questi giorni dal Centro studi e ricerche del Touring club italiano. Oggetto dell'indagine, i 37 musei di maggiore interesse per importanza culturale e turistica, dotati di una collezione permanente. Se al primo posto in Italia si collocano per affluenza nel 2003 i Musei Vaticani con più di 3 milioni di visitatori, il primo torinese è l'Egizio, che occupa con 310.984 visitatori il 10 posto. Non è un dato da record quello che riguarda mummie e papiri torinesi (si pensi che, complico l'Ostensione della Sindone, erano stati ammirati nel 2000 da più di 365mila persone), ma è andata meglio che nel 2002, quando l'afflusso era stato di 302.451. Preoccupa se mai il fatto che nel 2003 siano stati solo 128.403 gli ospiti paganti: si tratta dunque di un pubblico composto prevalentemente da scolaresche, che hanno accesso gratuito. Dati fortemente negativi lo scorso anno per la Galleria Sabauda, che ha subito una flessione addirittura de!39.5: scesa dal32 al 35 posto, ha registrato un afflusso di 22.980 persone (di cui solo 8152 paganti), contro le 38mila del 2002 e le 51.851 del 2000. A parziale giustificazione di un museo che certo non si è . mai rivelato tra i più accoglienti, va détto che è stato chiuso lo scorso anno per circa 2 mesi, a causa di lavori di ristrutturazione, e che dopo la riapertura ha mantenuto l'orario ridotto. Un capitolo a parte fra le realtà affermatesi negli ultimi anni è dedicato nel dossier al Museo del cinema, che nel 2003 si conferma con 340.110 ingressi il più frequentato. Tra le mostre più visitate invece, la prima torinese è "Da Tiziano a Tiepolo", allestita dal novembre 2002 al marzo 2003 alla Palazzina di Stupinigi: con 142.443 visitatori si colloca al 13 posto su scala nazionale. Un'esposizione che sale di parecchie posizione nella classifica delle più affollate: ha infatti accolto nelle sale della Palazzina juvarriana 1532 persone al giorno. Seguono in classifica, in posizioni non troppo alte, la mostra storica sul Lingotto e le sue trasformazioni alla Pinacoteca Agnelli (100mila visitatori in 12 mesi), quella su "Gli artisti del Faraone" a Palazzo Bricherasio (85.678) e, ultima, la rassegna degli artisti della Transavanguardia al castello di Rivoli (poco più di 50mila visitatori). Ancora un dato, che contraddice una tendenza sul piano nazionale. E' diminuito nel 2003 il totale dei visitatori dei musei statali in Piemonte: erano 697mila nel 2003, sono stati poco più di 649milalo scorso anno. Marina Taglieri La Sicilia Edizione ENNA 29 LUG 2004 Incursione di un pool di esperti alla Villa PIAZZA ARMERINA. Dal 2 al 4 Agosto Vittorio Sgarbi tornerà a Piazza Armerina per coordinare il team di esperti da lui coinvolti per gli interventi di recupero della Villa Romana del Casale. Sgarbi sarà accompagnato, oltre che dagli ormai conosciuti Trizzino e Bellini, da una famosa restauratrice della Scuola di restauro di Ravenna, e dagli esperti Longhitano e Reberdini. Il team di Sgarbi si riunirà per la prima volta il 2 pomeriggio per definire le strategie di intervento dei lavori nella Villa Romana Patrimonio dell'Umanità. Il critico illustra il metodo organizzativo che intende impostare: «Ho coinvolto degli esperti che saranno capofila dei gruppi di lavoro. A loro darò compiti precisi che dovranno eseguire. Ognuno si occuperà di cose diverse, della copertura, dei mosaici, dei giardini. I capofila, a loro volta, organizzeranno le maestranze È questo il modo migliore che io conosca per operare». Sulla presenza di Sgarbi nei giorni scorsi, Carmelo lumino, deputato regionale della Margherita aveva presentato un'interrogazione sui possibili conflitti amministrativi tra il ruolo del critico e quello dell'assessorato ai Beni culturali sottolineando l'esistenza di un progetto per la realizzazione della copertura del Centro regionale per il restauro. Su queste questioni, Sgarbi, dichiara: «Terremo conto di quello che ha fatto Meli nell'ambito del suo incarico istituzionale anche se non so quanto abbia a che fare con quello che noi realizzeremo». «Poi con l'arch. Scuto e la Soprintendenza di Enna non c'è nessun conflitto - continua il critico - Noi partiremo e la Soprintendenza seguirà i lavori. Ho già fatto il Soprintendente quindi so come si fa. Io ho una funzione di catalizzatore per accelerare i processi. Non possiamo perdere tempo». Carmelo Tumino, però, con una nota, incalza il critico d'arte sul metodo e sulla procedura di intervento: «Prima di tutto occorre ancora capire qual è il ruolo di Sgarbi. Non mi pare abbia ancora un preciso incarico amministrativo. Esiste solo una generica delibera di Giunta e un decreto di coordinamento generico. Mi pare peraltro che la sua maniera di muoversi non si colloca in una logica di collaborazione con gli enti preposti per la gestione del sito a partire dalla Soprintendenza, che a quanto mi risulta non ha, ancora, avuto comunicato da Palermo quale sia il vero ruolo di Sgarbi». «L'idea del salvatore della Patria - continua Tumino - che evoca a se tutti i poteri è fuori dalla storia. Neanche l'assessore Granata può pensare di cambiare il complemento di programmazione e affidare ad altri i poteri che competono al direttore generale con le misure di Agenda 2000. Per la prima volta dopo 40 anni siamo riusciti a mettere in atto una pianificazione integrata con i progetti che sono ad un passo dal completamento. Non possiamo permettere che adesso arriva uno come Sgarbi con il rischio di scombinare il lavoro di tanta gente seria».