Ricostruire significa collaborare con il tempo nel suo aspetto di passato, coglierne lo spirito e modificarlo, protenderlo, quasi, verso un pi lungo avvenire; significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti». Questa frase delle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar ben si addice all'iniziativa lanciata recentemente dalla Fondazione Valore Italia ente strumentale del ministero dello Sviluppo economico con funzione di laboratorio progettuale per le tematiche attinenti il made in Italy, l'economia della creatività e della cultura per identificare e diffondere un approccio sistematico all'utilizzazione delle nuove tecnologie e del design per la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio culturale e del territorio che lo racchiude. Parte di questa iniziativa è una ricerca sistematica dicasi di eccellenza sul territorio italiano che è recentemente diventata un libro (re) design del territorio. Design e nuove tecnologie per lo sviluppo economico dei beni culturali curato da me e Monica Scanu. L'obiettivo della Fondazione è l'identificazione di una via italiana al post-industriale che colga le nostre specificità senza compiacersi eccessivamente delle differenze con i paesi guida e dove il patrimonio culturale, le nuove tecnologie e il design ne sono i protagonisti. La tesi è che la bellezza e ricchezza storico artistico-paesaggistica del nostro Paese non è l'eredità immeritata dei nostri avi, ma il prodotto consapevole di: una cultura della conservazione e del rispetto del passato (i suoi materiali, i suoi stili, i suoi simboli) che ha sempre visto il dialogo tra tradizione e modernità; una disponibilità nel nostro Paese di tecnologie e metodologie progettuali molto innovative e perennemente aggiornate che hanno permesso di dare corpo a questa visione dialogante fra passato e futuro; una presenza di una pervasiva cultura del fare di matrice artigiana. Il libro è scritto sia in italiano che in inglese perché vuole contribuire a costruire un racconto del nostro meraviglioso patrimonio artistico pi legato alle tecnologie, alla cultura di progetto e di valorizzazione e che ha reso possibile una sua conservazione e ricontestualizzazione che non agli stili e i fastidi un tempo «che fu». Il contributo del design in questo ambito può essere straordinario, consentendo di ridurre al minimo uno dei rischi della valorizzazione del patrimonio culturale: la trasformazione dell'atto di valorizzazione in una celebrazione nostalgica dei «bei tempi andati» che tende mummificare il nostro «glorioso passato». In questo caso il passato si fissa in feticcio da contemplare con nostalgia e reverenza e non diventa una radice vivificante da reinterpretare. Una metodologia emergente che tende a integrare tali discipline in una progettazione unificata è il cosiddetto experience design. Questo metodo o meglio insieme di metodi forza innanzitutto i progettisti a comprendere nel profondo l'esperienza dell'utilizzatore sia esso l'abitante o il frequentatore dell'edificio, il cittadino che vive nel contesto urbano in cui l'edificio è collocato oppure il turista che compie appositamente un viaggio per visitarlo progettando e realizzando tutti gli aspetti (siano essi materiali, funzionali, stilistici o virtuali) che ne massimizzano l'esperienza d'uso. I 33 casi di(re)design analizzati nel libro e corredati da splendide fotografie - dimostrano concrete applicazioni spesso inconsapevoli - di questa metodologia. - Il (re)design richiede infatti capacità di lavorare sui materiali e gli stili antichi e contemporaneamente introdurre le nuove tecnologie (impiantistiche, sensoristiche, digitali) e plasmare con il design gli spazi funzionali e gli aspetti estetici; ma richiede anche coraggio e capacità imprenditoriali, conoscenze economico-finanziarie (dal project financing, alla capacità di accedere a fondi agevolati) e visione strategica che spesso anticipa gusti e stili dei visitatori; e soprattutto si esplicita nel lavorare in squadra. La valorizzazione di quella parte del patrimonio culturale costituito da edifici e luoghi antichi o con un elevato valore simbolico deve diventare dunque sempre meno un'attività di tipo conservativo e sempre più frequentemente una vera e propria attività di design. Infatti l'esigenza di riutilizzo di un edificio per cambiarne (anche solo temporaneamente) la destinazione d'uso - deve avvenire senza però recidere il filo con il passato, comprendendo e attualizzando il suo genius loci, ciò che di fatto ne ha assicurato la permanenza fino ai nostri giorni e che continua a manifestarsi, anche se sotto spoglie diverse. Queste attività si trasformano in un vero e proprio (re)design del contenitore che consente nuove interpretazioni e utilizzi senza per snaturarlo. Borghi medioevali, antichi castelli, ville rinascimentali, siti archeologici, ma anche vecchie fabbriche o edifici modernisti in disuso diventano pertanto luoghi di sperimentazione e di rinascita, dove le pietre antiche convivono con i nuovi materiali e le nanotecnologie, dove i ritmi architettonici degli ambienti acquisiscono un'anima digitale e un sistema nervoso fatto di impianti, cablaggi e reti di sensori e si trasformano in nuove fonti di ispirazione, meta di un moderno Grand Tour. L'applicazione dei metodi del design al nostro Patrimonio Culturale potrebbe inoltre dare nuova linfa a un altro settore molto importante per il nostro Paese quanto poco considerato: l'artigianato artistico. Stretto fra due realtà gli artisti che lo guardano dall'alto con sufficienza e gli artigiani che lo considerano una figura un po' romantica e con scarso piglio imprenditoriale l'artigiano-artista potrebbe invece esprimere grandi potenzialità in questo settore, conciliando il suo gusto e saper fare, la sua sensibilità estetica, la sua manualità con le tecnologie e i materiali più innovativi.
Eccellenze italiane. Il design del patrimonio culturale rilancia il territorio: l'innovazione valorizza la storia italiana
La Fondazione Valore Italia ha lanciato un'initiativa per riqualificare e valorizzare il patrimonio culturale e del territorio italiano utilizzando nuove tecnologie e design. Il libro "Design e nuove tecnologie per lo sviluppo economico dei beni culturali" è il risultato di questa ricerca. L'obiettivo è identificare una via italiana al post-industriale che colga le specificità del Paese senza imitare i paesi guida. Il libro analizza 33 casi di (re)design di edifici e luoghi antichi o con un elevato valore simbolico, dimostrando come il design possa aiutare a ridurre il rischio di trasformazione nostalgica del passato.
Artista / Persona
Bene culturale
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