Ancora un colpo di scena. Marino: servono decisioni urgenti e ufficiali, per alcune nomine rischio di responsabilità penali Non servono più tanti giri di parole, il commissariamento dei Nuovi Uffizi, e le nomine del commissario, qualche giorno fa, sono risultati un grosso pasticcio. Paradossalmente proprio il commissariamento e l'inchiesta su G8 e grandi appalti che ha spazzato via lo staff arrivato da Roma che il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi disse essere necessario per velocizzare i lavori, dopo le dimissioni e le successive decisioni del commissario Elisabetta Fabbri ora rischiano di rallentare, se non bloccare di nuovo, il cantiere. La soprintendente Alessandra Marino, nominata responsabile unico del procedimento dalla Fabbri, ha scritto una lettera al ministero (al commissario, al direttore generale Roberto Cecchi, alla Ccc, l'impresa che sta eseguendo i lavori e a tutti i soggetti interessati) in cui spiega i motivi che «pongono il cantiere dei Nuovi Uffizi in una situazione di assoluta irregolarità». Marino chiede decisioni urgenti al ministero, perché secondo la soprintendente l'illegittimità di alcune nomine fatte dalla Fabbri potrebbe avere anche «gravi responsabilità penali». Dopo giorni di caos e incertezza, con i lavori che vanno avanti senza un referente certo a trattare con le imprese, la soprintendente chiede a Roma di prendere una decisione ufficiale; chiede che siano ricomposti i cocci di un vaso rotto a Roma, prima ancora che a Firenze. Altrimenti, in mancanza di risposte la soprintendente Marino ritiene che, nel rispetto della normativa vigente, «i lavori debbano essere immediatamente sospesi». Una decisione che nessuno si augura e che né FirenzeRoma possono permettersi. Da gennaio a oggi i lavori sono andati avanti tra mille difficoltà. Il consorzio di cooperative che sta portando avanti il cantiere lo ha fatto in questi mesi senza trovare un interlocutore della soprintendenza o dello staff del commissario con cui condividere lo stato di avanzamento, le spese e la questione del secondo lotto su cui sembra non ci sia ancora l'accordo sul ribasso da applicare. E bisogna ricordare che a febbraio il direttore dei lavori nominato dalla Fabbri, Riccardo Miccichè, è stato indagato e il «soggetto attuatore», Mauro Della Giovampaola, arrestato dopo l'apertura dell'inchiesta su G8 e grandi appalti da parte della Procura di Firenze. Ma perché la Marino ritiene oggi irregolare la situazione del cantiere? E perché, senza risposte dal ministero, i lavori potrebbero essere fermati con una coda lunghissima di conseguenze? Nella lettera spedita ieri a Roma la soprintendente spiega tutte le sue legittime perplessità. Prima di tutto fa notare che le dimissioni (datate 16 marzo) del commissario Fabbri «non risulta che siano state accettate». Poi che l'ordinanza con cui la Fabbri (il 15 marzo, dunque antecedente le sue dimissioni) aveva nominato la nuova direzione lavori è probabilmente illegittima; due dei professionisti scelti infatti non avrebbero i requisiti necessari per ricoprire gli incarichi assegnati dal commissario. Tanto che basterebbe una ispezione dell'Asl per far scattare una denuncia penale. Per questo, e qui si conferma la situazione di stallo dei Nuovi Uffizi, non è mai stato effettuato alcun passaggio di consegne tra lo staff del commissario e quello da poco nominato. La soprintendenza attende risposte dal ministero. Indicazioni su come procedere, perché secondo la Marino è ancora il commissario ad avere i poteri di revoca della nuova direzione lavori e di nomina di una nuova. Serve una nuova ordinanza firmata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per revocare lo stato di commissariamento. Servono insomma chiarezza e rispetto delle regole. Altrimenti il cantiere rischia seriamente di essere fermato. Altrimenti, ritardi a parte, il destino dei Nuovi Uffizi continuerà a correre sul filo di un rasoio.