Passano i giorni ma il cantiere dei Nuovi Uffizi resta «acefalo», senza testa, senza direzione dei lavori, che invece proseguono. Ma questi lavori potrebbero avere le ore contate e nella tartassata storia di quest'opera, potrebbe registrarsi un nuovo colpo di scena. Infatti quel che preoccupa di più è il silenzio dei vertici tecnici del Ministero della Cultura, dai quali un po' tutti si aspettano un intervento a breve. Soprattutto, crediamo, se lo aspetta la soprintendente ai beni architettonici Alessandra Marino che, nominata dal commissario delegato Fabbri (che si è dimessa lo scorso 15 marzo ma che nessuna nuova ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri ne ha ancora revocato l'incarico) quale responsabile unico del procedimento, pare sia pronta a chiudere il cantiere in mancanza di precise istruzioni da Roma. Insomma resasi conto della situazione non più sostenibile, sembrerebbe pronta al gesto eclatante. La notizia rimbalza da Roma e sarebbe una nuova «tegola» sull'operazione. Senza contare che allo stato attuale si può avanzare ogni genere d'ipotesi, compresa quella della nomina di un nuovo commissario delegato. Di certo tra oggi e domani ne sapremo di più. Intanto nella questione si inserisce l'intervento del sindacato Confsal-Unsa Beni culturali secondo il quale - come ha detto il coordinatore regionale Learco Nencetti - due professionisti, non provvisti delle abilitazioni necessarie, sarehhero stati nominati nel nuovo staff del cantiere dei Nuovi Uffizi dall'ex-commissario governativo delegato Elisabetta Fabbri contestualmente alle sue dimissioni date il 15 marzo scorso. Si tratta del direttore dei lavori e del coordinatore della sicurezza nel cantiere. Nel primo caso l'architetto Antonio Godoli (individuato dalla Fabbri) ha risposto di essere in possesso di tutti i requisiti necessari ma di non aver ricevuto alcun ordine scritto da alcun organo della Pubblica Amministrazione: «e soprattutto - ha aggiunto - io non ho firmato niente. Anzi, mi permetto di dare un consiglio ai responsabili di tutta questa vicenda: azzeriamo tutto, ripartiamo da capo e stabiliamo chi fa che cosa». Inoltre il sindacato ha inoltrato agli organi competenti «due note di richiesta di ulteriore intervento e delucidazioni per certi comportamenti non certo corrispondenti al rispetto della buona esecuzione dei lavori pubblici per poter evitare situazioni di esiti penali quali omissione e abuso di atti di ufficio, discontinuità dell'azione amministrativa, turbativa nell'attività di cantiere, mancanza del dovuto controllo tecnico e di sicurezza sull'attività in corso nonché danno erariale e patrimoniale».