NON VUOL parlare l'imprenditore Valerio Carducci della Gia.fi. Risponde frettolosamente al telefono: «Non ho tempo, sono in riunione», dice. «Leggete le motivazioni della sentenza del Tar, capirete tutto, non c'è altro da aggiungere». Ma lui cosa ne pensa? «Non sono il proprietario della Gia.fi, non c'entro nulla con la Gia.fi». Stop, per Carducci non ci sono altri commenti da fare. Parlano, per lui, la sentenza del Tar del lazio e le motivazioni con cui i giudici hanno annullato la gara d'appalto per il nuovo Parco della Musica e risarcito Gia.fi con una cifra di poco superiore ai tre milioni di euro. QUANTO ai Nuovi Uffizi, secondo il sindacato Confsal-Unsa Beni culturali, l'ex commissario delegato Elisabetta Fabbri avrebbe nominato nel nuovo staff del cantiere due professionisti non provvisti delle necessarie abilitazioni. Si tratta del direttore dei lavori e del coordinatore della sicurezza nel cantiere. Per Confsal-Unsa, però, «nelle nuove designazioni non è stato preventivamente accertato il possesso, da parte dei soggetti incaricati, dei titoli abilitativi all'esercizio delle funzioni di direttore dei lavori e di coordinatore alla sicurezza in fase esecutiva». Inoltre il sindacato ha inoltrato agli organi competenti «due note di richiesta di ulteriore intervento e delucidazioni per certi comportamenti non certo corrispondenti al rispetto della buona esecuzione dei lavori pubblici per poter evitare situazioni di esiti penali quali omissione e abuso di atti di ufficio, discontinuità dell'azione amministrativa, turbativa nell'attività di cantiere, mancanza del dovuto controllo tecnico e di sicurezza sull'attività in corso nonché danno erariale e patrimoniale». Uno dei due professionisti nominati dalla Fabbri sarebbe Antonio Godoli, che non avrebbe comunque accettato l'incarico. Sia le dimissioni di Elisabetta Fabbri, sia le nomine per il cantiere sono riflessi dell'inchiesta sugli appalti per i grandi eventi nell'ambito della quale è stato arrestato il soggetto attuatore dei Nuovi Uffizi, Mauro Della Giovampaola, ed è indagato il direttore del cantiere, poi ex, ingegner Riccardo Miccichè. Infine il 5 marzo scorso il ministro Sandro Bondi ha annunciato di voler «chiedere la revoca del commissariamento per rendere possibile da parte della magistratura il pieno accertamento dei fatti oggetto di inchiesta giudiziaria».