Reperti architettonici, arredi, ossa dallantico "hospitale" risalente allanno Mille e distrutto nel '700 Eccezionale scoperta durante i lavori in un edificio della Soprintendenza adiacente Palazzo Reale Due grandi tombe ad arcosolio, in pietra di Promontorio, scandiscono il muro esterno della chiesa. Un pozzo tardo romano. Un sepolcreto stratificato nei secoli. Labside con le tracce del rosone secentesco. Settori perfettamente conservati di stucchi del Cinquecento. Monofore antelamiche. Una "Commenda bis" in via Pré: dal cantiere nellex edificio della guardia di Finanza in piazza dello Statuto, è emersa lantica chiesa di San Vittore, risalente allanno Mille. Come il complesso, poco distante, di San Giovanni, è una chiesa su due livelli, una parte probabilmente destinata a "hospitale" per pellegrini. «Non ci aspettavamo un ritrovamento del genere - dice Giorgio Rossini, soprintendente per i Beni architettonici della Liguria e responsabile dellintervento - possiamo parlare di unaltra Commenda, sì. Stesso orientamento, labside è a est. Sapevamo dellesistenza storica di San Vittore, ma si pensava che fosse stata distrutta a fine Settecento». Invece, eccola: integri i due livelli della navata nord e lesterno, il resto è stato distrutto durante la realizzazione di via Gramsci». La soprintendenza ha fatto la scoperta lavorando "in casa sua". È stato da poco acquisito ledificio, collegato a Palazzo Reale, che ospiterà uffici del ministero dei Beni culturali e offrirà un ingresso allex palazzo dei Savoia proprio da via Gramsci: «Stavamo facendo dei sondaggi per cominciare a lavorare nel vano ascensore - spiega Rossella Scunza, funzionario della soprintendenza architettonica - abbiamo abbattuto una parete: dove fino a poco tempo fa cera il retro di una macelleria, abbiamo trovato questo tesoro». È la facciata esterna della chiesa, con le tombe ad arcosolio, e una collina di ossa umane e cocci e reperti cinque-secenteschi (colonnine di marmo, frammenti di decorazioni di vasi). «Devono essere ancora eseguite le indagini sulle ossa - prosegue Scunza - ma sulledificio stanno lavorando anche il laboratorio di mensiocronologia e la Facoltà di Architettura». Situata sulla principale, e unica, via daccesso da Ponente a Genova, San Vittore aveva anche un ingresso a sud, proprio sulla Ripa. «Non è strano che vi fossero più strutture dedicate allospitalità a poca distanza - spiega Rossini - anzi. Qui venivano tenuti in quarantena i pellegrini prima di essere fatti entrare dalla porta di Santa Fede in città». Adesso occorrono, almeno due milioni di euro, per tutelare e rendere fruibile questo nuovo tesoro di Genova.