Roma. Sono stati assegnati ad altri compiti i due dipendenti del Pantheon che domenica 28 febbraio a Roma interruppero un concerto per rispettare l'orario di chiusura. Lo ha reso noto il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi che, d'altro canto, si è detto «profondamante grato» per la serata di solidarietà con il popolo terremotato di Haiti ospitata al Pantheon lo scorso sabato. Contro i custodi che chiesero ai presenti di accomodarsi all'uscita alle 18 - il filmato fu cliccatissimo su Youtube - c'è un provvedimento amministrativo in corso: nel frattempo non lavoreranno più al Pantheon, sono stati richiamati alla sovrintendenza. E Bondi annuncia: «Non accadranno mai più episodi come manifestazioni culturali interrotte da una burocrazia ottusa». Non è un problema di burocrazia, replica il sindacato, ma di cattiva organizzazione e scarsa copertura dei turni di lavoro in un monumento dove entrano «circa due milioni di persone l'anno». Lo ribadisce la Uil, che punta il dito oltre che sul ministero anche sulla soprintendente Federica Galloni «che non ha saputo organizzare e regolamentare il servizio del monumento». La Uil attacca: «Da Bondi solo un'operazione di facciata, al ministro i problemi del Pantheon non interessano». Altro che stop alla «burocrazia ottusa» dice il segretario generale Gianfranco Cerasoli: «I due custodi sono rei di aver ottemperato alle disposizioni di legge impartite dalla stessa sovrintendente». Questo significa, spiega il sindacalista «che invece di adottare misure che rendano il Pantheon più sicuro e a norma di legge per la tutela di visitatori e personale, il Mibac, per crearsi un alibi per le sue responsabilità, trasforma i custodi in impiegati amministrativi». Intanto i due custodi spostati «sono stati sostituiti da personale che non ha la qualifica nè i requisiti necessari».