24-03-10 (ASCA) - Roma, 24 mar - "Si poteva fare di piu' per impedire lo sfratto dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro che domani sara' costretto a lasciare la storica e prestigiosa sede dei Frati Minimi per una destinazione inadeguata e malmessa al San Michele? Poteva fare di piu' il ministero dei Beni e le Attivita' culturali, che ha invece condotto una trattativa sciatta e priva di vero interesse con i Frati minimi, proprietari dell'immobile, che si conclude con i sigilli dell'Ufficiale giudiziario?". E' quanto chiedono in un'interrogazione al ministro Bondi con risposta orale in commissione Cultura del Senato i senatori del partito democratico Vincenzo Vita, Roberto Di Giovan Paolo, Francesco Ferrante e Mauro Del vecchio. "La fama a livello internazionale dell'Istituto - proseguono i senatori - e l'abile e riconosciuto lavoro da esso svolto non sono riusciti ad incentivare il ministero a trovare un accordo con i Frati Minimi per una soluzione della controversia, come ad esempio un nuovo contratto di locazione per mantenere una sede storica autonoma indispensabile per il periodo necessario all'apprestamento degli spazi assegnati al San Michele". "L'Istituto e' tutt'uno e non si puo' parcellizzare" sostengono i senatori e continuano "la sua attivita' richiede un'interdisciplinarita' per cui gli spazi dovrebbero essere adiacenti e comunicanti, mentre invece la sede proposta del San Michele e' stata gia' in buona parte occupata "in deroga" da altri uffici del ministero, riducendo, cosi', lo spazio disponibile e separando i locali. L'Istituto non potrebbe piu' lavorare utilizzando i suoi laboratori chimici e biologici dove vengono trattati materiali tossici e nocivi, che richiedono per legge sistemi speciali di aspirazione e smaltimento, nonche' sistemi particolari di sicurezza per le apparecchiature per i raggi X e Gamma. I senatori chiedono quindi al ministro come "pensa di poter trasportare apparecchiature di estrema fragilita', il cui montaggio e rimontaggio potrebbe risultare fatale e di risolvere il problema degli spazi, visto che storici, architetti, archeologi, scientifici, restauratori, custodi, docenti e allievi hanno bisogno di lavorare in sinergia, in locali adiacenti e funzionali all'uso". E inoltre concludono se il ministro "non ritenga opportuno tranquillizzare il personale dell'ISCR e tutti coloro che ne sostengono le giuste richieste portando a loro conoscenza atti formali che garantiscano in maniera certa il rinvio dello sfratto e che assicurino la disponibilita' delle risorse necessarie al completamento dei lavori di restauro e funzionalizzazione al San Michele". red-njbmccss