Ricetta per l'Italia di Veneziani ospite degli studenti dell'Isda Ascoli Marcello Veneziani ha incontrato gli studenti di quarto e quinto dell'Istituto d'arte "Licini" in quello che la preside dell'istituto, Marzia Ripari, ha definito momento ideale di continuità artistica e culturale rispetto alla mostra sul Futurismo, allestita in piazza del Popolo a cento anni dalla firma del manifesto che segna la nascita del movimento ed i 50 dell'Isda. Ad accompagnare Veneziani l'assessore provinciale alla cultura, Andrea Antonini, quello comunale alla pubblica istruzione, Giovanna Cameli, il professor Stefano Papetti ed il sindaco Guido Castelli che ha spiegato i motivi che hanno indotto ad ospitare Veneziani e farlo incontrare con gli studenti. "Un motivo è che Veneziani ha la capacità di stimolare i cervelli; poi perché ha scritto un libro "Anni incendiar" nel quale esprimeva il concetto secondo cui il secolo che inizia è incendiato da qualcosa che determina delle rivoluzioni. Si può dire la stessa cosa anche per questo secolo?". Veneziani è partito da una riflessione su ciò che è stato e che ha determinato il Futurismo, per definire il movimento di Marinetti come un movimento globale, inteso come il primo tentativo di un'arte compiuta di riversarsi nei comportamenti e nelle azioni della vita quotidiana. Partendo dalla nascita del Futurismo, Veneziani ha messo in risalto dei passaggi fondamentali vissuti all'inizio del secolo scorso, a seguito della rivoluzione tecnologica e di due rivoluzioni culturali come Fascismo e Comunismo. Quindi il mito della velocità ed il mito della giovinezza rappresentano un mito fondante per un'epoca che cambia. Culto della giovinezza che per Veneziani, termina col '68. Infine, una riflessione. E' possibile oggi immaginare un nuovo Futurismo? "La prima impressione ha sostenuto - è di non trovare segni artistici. Non vedo movimenti compiuti ma ne percepisco le potenzialità. L'importante è non considerare l'arte perdente rispetto alla tecnica ed inserire in essa un fattore di variabilità che è la creatività. In un paese come il nostro, l'unico tratto che ci rende superpotenza sono i beni artistici e culturali. E' tempo di svegliare l'arte".