«Il Comune manca di idee e progettualità, che diventano poi le cause dello spreco di denaro pubblico». Una dura accusa quella di Roberto Mannocci (presidente di Italia Nostra Lucca) riguardo il caso di Villa Fiori, acquistata dal Comune e poi destinata alla vendita. Mannocci parte dalle terme, «storiche e preziose attrezzature. Ma, come emerge dal servizio su Il Tirreno di pochi giorni fa, il quadro è avvilente perché quello che rappresenta una risorsa di questa comunità, assoluta ed esclusiva per l'economia di quei luoghi, risulta in massima parte sprecata e abbandonata. Decenni e ventenni di "miopia amministrativa" e di piccolo cabotaggio, crediamo, siano alla base di questo 'criminale' spreco, accompagnati da assoluta poca chiarezza di idee». «La stessa recente decisione di procedere come prima urgenza al recupero del Casinò per farne, in fondo, solo una attrezzata "sala giochi" (al di là dell'indiscusso merito di aver tolto dal degrado fisico un'opera architettonica degnissima) connota un'attenzione allo sviluppo in un settore che può essere solo di complemento a quella che è la risorsa fondamentale del luogo: la risorsa termale», continua Mannocci. «Chiaramente, recuperare e valorizzare il patrimonio termale è operazione non facile, anche a livello economico, ma è solo ponendoli come principale e pluriennale fine amministrativo che potranno trovarsi idonei fondi e partners. Una testimonianza della scarsa chiarezza delle azioni amministrative è portata dalla vicenda di Villa Fiori - prosegue l'intervento -. Questa bella villa con parco sulla riva sinistra del Lima viene acquisita dall'amministrazione comunale del posto nel settembre 2008, con una permuta con l'Asl 2 e corrispondendo un conguaglio di 300mila euro. Nelle pubbliche dichiarazioni si parla di variazioni da mettere in bilancio per procedere alla valorizzazione del complesso che diventerà la "porta di accesso al territorio" e fruirà della pubblica passerella di collegamento tra proprietà comunali con la riva destra del Lima e il Casinò», prosegue Mannocci. Ma già sei mesi dopo (aprile 2009) «la villa compare tra i beni da mettere in vendita. Nel maggio 2009 la stampa riporta precisazioni dell'assessore competente che Villa Fiori (bene vincolato dalla Soprintendenza) non sarà alienata se il Comune riuscirà ad impiantare un'operazione di project financing per "un albergo o centro benessere", e solo nel caso non pervenga alcuna offerta la villa verrà ceduta». Ora, commenta Mannocci, «si ribadisce l'intenzione di vendere Villa Fiori. Ma allora perchè il Comune, che non è un operatore immobiliare, l'ha acquistata un anno e mezzo fa investendoci, anche, denaro fresco? Perché costruire una passerella pubblica (800mila euro) per collegare due proprietà comunali... se una di esse non sarà più tale?. A questa mancanza di idee si deve lo spreco di risorse di cui parlavamo. Purtroppo questo tipo di operazioni di acquisto più o meno privilegiato e successiva vendita si sta diffondendo in diversi Comuni ma ci sembra che contrastino con il ruolo delle pubbliche amministrazioni».
BAGNI DI LUCCA. Italia Nostra attacca il Comune sugli sprechi
Il Comune di Lucca è accusato di spreco di denaro pubblico nel caso di Villa Fiori, una villa acquistata nel 2008 con un conguaglio di 300mila euro. La villa era destinata alla valorizzazione come "porta di accesso al territorio" e fruire di una passerella pubblica, ma è stata venduta nel 2009. Il presidente di Italia Nostra Lucca, Roberto Mannocci, accusa il Comune di mancanza di idee e progettualità, che hanno portato allo spreco di risorse. Mannocci sostiene che il Comune non ha una chiara strategia per valorizzare il patrimonio termale e che la vendita di Villa Fiori è un esempio di tale mancanza.
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