Il.Bo. LUCCA. La responsabilità è culturale. E anche morale. Lasciare chiusa la casa di Puccini, secondo Alessandro Tambellini, vice presidente della Fondazione Puccini, è inammissibile. E arriva l'appello: alla nipote del compositore, che è proprietaria dell'appartamento di corte San Lorenzo, ad aprirla, a ogni costo. Ma anche al Comune e alla Sovrintendenza a intervenire, nel caso in cui la nipote del compositore lasciasse ancora chiuso l'ex museo. Per Tambellini non è possibile che niente oggi a Lucca parli del suo legame con Puccini. Neppure le celebrazioni per il 150 anniversario della nascita hanno cambiato il rapporto (freddino) fra Puccini e Lucca. Che continua a essere scostante. Anche nel 2010, anno del centenario di Fanciulla del West. Tambellini, anche il centenario di Fanciulla è un'occasione sprecata? «Questa ricorrenza doveva essere l'occasione per recuperare il rapporto fra città e il Maestro che non ci dimentichiamo è nato a Lucca. Invece qui non c'è niente che parli di lui. Ed è una stranezza, considerando quello che accade in altre città che vivono di musica. Si cita sempre Salisburgo, come confronto con Lucca: ma poi non riusciamo a creare una situazione simile». Non per nulla la casa natale di Puccini è ancora chiusa. «A complicare la situazione in questo caso ci sono state le vicende di carattere giudiziario che hanno imposto alla Fondazione di riconsegnare le chiavi alla nuova proprietà. E oggi queste vicende sono a un punto morto. Anche per il patrimonio di documenti». Perché? «Perché tutti di documenti esposti nell'ex museo sono legati alla casa natale chiusa. Per trasferirli, come vorrebbe fare la nuova proprietà, deve essere approntato un progetto culturale che, a mio avviso, dovrebbe essere avallato dalla Sovrintendenza e dal ministero dei Beni culturali, visto che il materiale è vincolato. Come, del resto, lo è la casa natale. A mio avviso è gravissimo che sia ancora chiusa. Noi, come Fondazione, non ne abbiamo più saputo nulla. Non sappiamo neppure in quali condizioni sia dal punto di vista strutturale, visto che abbiamo riconsegnato le chiavi quando i lavori di restauro erano in corso». A chi imputa la responsabilità della chiusura? «Si può parlare solo di responsabilità culturale e morale. Da questa responsabilità non si può esimere certo l'attuale proprietà. Tuttavia quello è un bene che, pur essendo privato, ha un valore pubblico. Non a caso l'immobile è vincolato: e la Sovrintendenza, a mio avviso, potrebbe esercitare il suo diritto di sostituzione: dovrebbe intervenire sulla casa, farla riaprire, anche eseguendo i lavori necessari, e mandando il conto poi alla proprietà». Non teme che riaprendo la casa di Puccini si dia il via allo "sfruttamento" commerciale di Puccini, come sostiene anche il sindaco? «Credo che si possa lavorare su due fronti: quello culturale, con la revisione critica delle opere di Puccini, e quello della visibilità, che fa bene all'economia». Per visibilità, intende l'allestimento di opere? «Forse non possiamo stare al passo al passo con i grandi teatri nell'allestimento delle opere, ma potremmo assecondare l'intuizione di Aldo Tarabella, ex direttore artistico del Giglio. Si tratta di creare un concorso internazionale, intitolato a Puccini, per l'allestimento, ogni anno, di un'opera di un nuovo compositore. Non credo che questo avrebbe costi irraggiungibili. E soprattutto consentirebbe di portare avanti l'innovazione e modernità introdotta nella lirica da Puccini».
LUCCA. Riapriamo la casa del maestro
La casa natale di Giacomo Puccini a Lucca è chiusa e la Fondazione Puccini, presieduta da Alessandro Tambellini, chiede di aprirla. La nipote di Puccini, proprietaria dell'appartamento, è stata invitata a farlo, ma non ha ancora risposto. Il Comune e la Sovrintendenza sono stati invitati a intervenire. Tambellini considera la chiusura della casa come una responsabilità culturale e morale. La casa è vincolata e il materiale esposto nell'ex museo è legato a essa. La Fondazione non sa più nulla della situazione e non sa in quali condizioni sia la casa dal punto di vista strutturale. La Sovrintendenza potrebbe esercitare il suo diritto di sostituzione e riaprire la casa.
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