La Toscana punteggiata da abusi edilizi. Da fabbricati costruiti senza autorizzazioni. Ieri le ruspe sono entrate in azione sul canale dello Stellino a Baratti. Una delle zone più belle della costa toscana. Diciassette casette, quattro metri per cinque. Utilizzate soprattutto da chi aveva la barca all'ormeggio nel canale. D'estate, per preparare da mangiare o per fare una doccia veloce, d'inverno, come rimessa e deposito. Costruite più di cinquant'anni fa. Demolite ieri mattina, da una ditta specializzata, dopo che la guardia di finanza aveva segnalato gli abusi alla procura e il comune di San Vincenzo aveva emesso un'ordinanza. Hanno cominciato ad abbattere quelle casette. A liberare terreno. L'operazione del reparto aeronavale di Portoferraio delle fiamme gialle è stata chiamata "Illegal building on the coast": costruzioni illegali sulla costa. La costa è quella di Torre Nuova. A pochi passi dal mare, a pochi passi dal parco di Rimigliano, in una zona soggetta a vincoli paesaggistici e ambientali. Una zona da tutelare. Che era finita nel mirino della municipale di San Vincenzo già più di vent'anni fa. Ventuno per l'esattezza. Era il 1989 quando il Comune di San Vincenzo intimò ai proprietari, tutti piombinesi, di demolire quei fabbricati. Ma in quell'occasione, i proprietari delle casette che si affacciano sul canale, provarono a giocare la carta del ricorso al tar. Perché più di cinquant'anni fa, le autorizzazioni c'erano. Ma vent'anni dopo, non sono state rinnovate. E così, i piombinesi che in quelle casette hanno trascorso anni e anni, giornate al mare con i piedi sabbiosi e la salsedine sulla pelle bruciata dal sole, saltando direttamente sulla barca ormeggiata nel canale per una gita lungo costa e tornando con i pesci freschi appena pescati pronti da essere cucinati in quei cinque metri per cinque, si sono dovuti arrendere. Hanno chiesto il rinnovo delle concessioni, che è stato negato. Si sono rivolti al tar, sperando che il giudice desse loro ragione. Che potessero mantenere quel loro piccolo spazio di libertà davanti al mare, sul canale dello Stellino. Sperando che quelle casette potessero restare in piedi, come le loro estati. Che non diventassero quel cumulo di macerie, e sassi, e lamiere. Che non si riducessero al niente che sono diventate ieri mattina, quando la demolizione è cominciata. Lo scorso inverno, quando la guardia di finanza ha segnalato i sedici proprietari alla procura e ha anche inviato la denuncia al Comune di San Vincenzo, il ricorso al tar era già stato avviato. Il Comune infatti, già ventun 'anni fa aveva intimato ai proprietari la demolizione di quei fabbricati. Ma per firmare una nuova ordinanza, l'amministrazione ha dovuto aspettare la sentenza del tar. Che ha chiesto un parere anche alla soprintendenza. Sono passati anni. I tempi della giustizia. I proprietari hanno sperato, ma il tar ha confermato che sì, quelle casette dovevano essere demolite. E le fiamme gialle, insieme al Comune, hanno centrato il loro obiettivo: ieri mattina le ruspe erano sul canale dello Stellino. Chiamate dai proprietari ormai rassegnati. Hanno scelto la via più facile. Sono stati loro a incaricare una ditta specializzata in demolizioni, per far buttare giù il loro "buen retiro" estivo. Lo sapevano, che tanto lo avrebbe potuto fare il Comune, addebitando loro la spesa. Ad assistere alla demolizione delle diciassette casette dello Stellino c'era la guardia di finanza, coordinate dal comandante del reparto aeronavale di Livorno, il colonnello Luca De Paolis. A pochi metri dalla pineta di Rimigliano e dallo specchio d'acqua di Baratti, ieri mattina si sentiva il rumore delle ruspe. Delle lamiere che sbattevano al suolo, dei calcinacci che rotolavano a terra. E delle speranze, infrante, di chi per vent'anni ha sperato che questo non accadesse.