LA PIETRA RARA l. b. Le cave di pomice liparote vennero aperte, ufficialmente, all'inizio del 1900. In precedenza, però, quegli appezzamenti appartenevano a dei privati che, lavorando la pietra pomice riuscivano addirittura anche ad esportarla. All'inizio del secolo scorso, invece, un'unica azienda rileva l'intera area. Poi assumerà la denominazione di Pumex. Un'azienda con 9 milioni di fatturato, il 70 per cento venduto all'estero, il 30 per cento in Italia, e 4 milioni di euro assicurati alla comunità eoliana. La pomice di Lipari, in effetti, considerata pregiatissima, è l'unica cava raffinata dell'intera Europa. L'impiego di questo materiale pomicifero va dalla cosmesi agli abrasivi, alla cementificazione e, non in ultimo, come collante. Basti pensare, ad esempio, che uno dei pochissimi prodotti italiani ad andare sulla ... luna, fu proprio la pomice di Lipari. Gli oblò dello Shuttle, infatti, sono saldate con un materiale realizzato anche con la pomice liparota. Non solo: ma la pomice è anche un prodotto assorbente. Basti pensare, ad esempio che subito dopo l'invasione del Quwait, Saddam Hussein in ritirata avendo aperto i rubinetti del petrolio e lasciandosi alle spalle uno scempio ecologico, quello scempio dagli americani, subito dopo subentrati, a quel disastro si sarebbe potuto intervenire se fosse stata riversata su quelle chiazze pomice liparota. Tant'è, che gli stessi americani chiesero al governo italiano delle navi cariche di pomice per riversarle su quelle chiazze oleose. La pomice, infatti, aggredisce il petrolio e, galleggiando può puoi essere facilmente recuperata con delle reti insieme all'intero petrolio. L'operazione, comunque, non venne portata a termine perché le navi da Lipari per raggiungere il golfo Persico avrebbero impiegato molto tempo.