Si usa molto, nella chirurgia estetica, far vedere il prima e il dopo. Prima lo sfascio, e poi un bignè. Anche una città ha un corpo; strade, colori, palazzi, monumenti, giardini, spazi e muri. Per i responsabili del blog Cartellopoli l'intervento che definiscono «mortale» è stata una delibera del Comune sui cartelloni pubblicitari, che avrebbe liberalizzato il mercato, consentito l'autocertificazione e tolto ai municipi la facoltà di rimuovere i cartelloni abusivi. Il blog nato da un collettivo di associazioni e blogger di quartieri romani e di appassionati di decoro, pubblica foto da ogni parte della città: ognifoto una denuncia, un orrore post operatorio. Prima si vedeva un albero o un pezzo di cielo, e subito dopo un caos di colori sgargianti. L'assessore incaricato, Davide Bordoni, ha di recente proposto il cartellone unico, targato Spqr, in ferro e non in vetroresina e ha dichiarato che a Roma serve un Piano Regolatore delle Affissioni Pubblicitarie piano che esiste in ogni altra città italiana - aggiungendo, per la trasparenza, che le tasse per l'affissione hanno portato alle casse comunali 20 milioni di euro. Un business, quindi, con 176 società accreditate. Secondo la banca dati del Comune stesso sarebbero 31.600 gli impianti per la pubblicità in strada, ma gli attivisti del blog che combatte i cartelloni abusivi e difende il nostro sguardo, il corpo di Roma sarebbe invece conficcato da 9Omila impianti. «Abusivi. Tutti. Basta guardare il codice della strada, che è legge nazionale». E citano: «I cartelloni non devono stare vicino ai semafori, sono vietati dentro le mura Aureliane, sui ponti e sui cavalcavia, e quando sono in contrasto con la segnaletica o vicino ai giardini o ai parchi». «È dimostrato che il degrado urbano ci impoverisce, allontana il turismo, aumenta la violenza, intaccala qualità della vita. L'incuria nelle città non è cosa da trascurare», spiegano i blogger. «In ogni città esiste un algoritmo, che misura tot metri per tot spazi occupabili. Lo dicono i cartellonari stessi che la situazione di Roma è unica: unica al mondo». Per verificare se questo collettivo civico esagera o il degrado avanza senza che cene accorgiamo hanno linkato Google Maps: «Dato che le fotografie furono fatte dal satellite prima delle ultime elezioni, e dunque prima della delibera dell'assessore Bordoni, ognuno vede coi propri occhi cosa è successo in un anno sotto casa sua». E trovano il degrado, anche quello fatto di pali in vetro- resina, pericoloso e roba seria l'associazione del Mutuo soccorso ha presentato al X Municipio una delibera sperimentale, contro la delibera consiliare. Non facile, perché serve una montagna di firme, contro una montagna di cartelloni.
ROMA - La guerra dei cartelloni va online Tutti abusivi e creano degrado
Il blog Cartellopoli denuncia il degrado urbano a Roma, mostrando le differenze tra la città prima e dopo l'intervento del Comune sui cartelloni pubblicitari. L'intervento ha liberalizzato il mercato e tolto ai municipi la facoltà di rimuovere i cartelloni abusivi. Il blog pubblica foto da ogni parte della città, mostrando il degrado e le conseguenze negative per la qualità della vita. L'assessore Davide Bordoni ha proposto il cartellone unico, targato Spqr, in ferro e non in vetroresina, che avrebbe portato alle casse comunali 20 milioni di euro. Tuttavia, gli attivisti del blog sostengono che la situazione di Roma è unica e che il degrado urbano è un problema serio.
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