(mi.sa.) «Si può cercare di mitigare l'impatto, il progetto può anche essere fatto bene? Ma se la volumetria è eccessiva, viene inflitta comunque una ferita». Il dirigente del settore Territorio dell'amministrazione provinciale, Giuseppe Cosenza, è impegnato con i suoi tecnici in un monitoraggio sugli abusi edilizi in provincia di Como. E spiega: «Abbiamo registrato casi in cui non sono state rispettate le distanze, mentre in altre zona è stato costruito qualche metro cubo di troppo. Ma non abbiamo trovato edifici totalmente abusivi, sono tutti conformi al piano regolatore vigente». Ed è proprio questo il punto: lo strumento urbanistico è ormai inadeguato e sta creando gravi danni, permettendo una ?cementificazione selvaggia?. «In alcune zone ? sottolinea Cosenza ? i volumi consentiti sono fuori scala e l'impatto negativo sotto un profilo ambientale e paesaggistico è inevitabile. Un conto è costruire in un'area pianeggiante e non di particolare pregio, dove il problema più che altro è quello di garantire i servizi, il verde e la vivibilità. Il discorso cambia se parliamo di zone collinari, visibili a distanza di chilometri, come Cardina. Ma un progettista, in realtà, può fare poco. Se deve comunque prevedere certi volumi, andrà a compromettere il territorio». Il dirigente di Villa Saporiti si augura quindi che il Pgt venga predisposto in tempi rapidi: «Spero che si acceleri, visto che è possibile dotarsi del piano di governo del territorio da marzo 2005 ma il Comune di Como ancora non l'ha fatto. Se c'è la volontà, credo possano bastare sei o sette mesi per ultimare il piano. È un passaggio fondamentale, anche perché il documento andrà nella direzione del recupero delle aree dismesse e delle parti degradate dei quartieri, senza intaccare nuovo suolo. La strategia corretta per il futuro - conclude Cosenza - non può che essere questa».