nuove tecnologie edilizie a ovada bruno mattana Ovada. Edilizia del futuro con sistema di raccolta di acqua piovana da utilizzare per innaffiamento del verde, lavaggio di auto e aree esterne. Il nuovo regolamento edilizio energetico-ambientale (una ventina di articoli) lo prescrive, un costruttore edile ovadese lo adotta e subito lo applica nel recupero abitativo-commerciale dell'antico rione di vico Chiuso San Francesco, alle spalle di via San Paolo. Sarà il primo quartiere dismesso ricostruito con sistemi all'avanguardia ed eco compatibili. A partire dalla normativa sul risparmio idrico che impone a tutti gli edifici di nuova costruzione articolati su più unità immobiliari, qualsiasi sia la loro destinazione, la raccolta e l'impiego delle acque piovane finalizzato a contenere e ridurre il consumo di acqua potabile. Il progetto di vico Chiuso sarà il primo che realizzerà vasche contenitrici nel sottosuolo. L'intervento edilizio nella prima fase ha visto l'abbattimento delle vecchie costruzioni e ruderi cadenti seguito dagli scavi nel sottosuolo per realizzare box e pertinenze, lo spianamento dell'area e le prime "palificazioni" cementizie portanti dei nuovi edifici a corte. Dall'ex Casa del Popolo, per molti decenni simbolico monumento della sinistra ovadese di vico Chiuso San Francesco, dove si decidevano le strategie della politica locale e, per certi aspetti, anche le scelte di sviluppo della città da parte delle amministrazioni di sinistra che si sono susseguite dal dopoguerra, oggi nasce un nuovo quartiere che ripropone il gusto edilizio ligure. In armonia con altri insediamenti della vecchia Ovada.Le nuove costruzioni daranno vita a un comparto di pregio: in stile e con caratteristiche del "costruire genovese" antico, con ringhiere in ferro battuto, colori pastello, grondaie e coppi in stile, "loggette" ai balconi e via discorrendo. Sul progetto vico Chiuso, l'assessore all'urbanistica Paolo Lantero dice: «E' il primo caso, a Ovada, in cui di applica il nuovo regolamento e si procede tenendo presenti le linee guida, rispettando quanto richiesto sul piano del risparmio energetico e idrico». «Si interviene - sottolinea l'architetto Nicola Baretto che, asieme al collega Luca Massa ha progettato il recupero del comparto dismesso - con una serie di canalizzazioni speciali realizzate sui tetti, per cui la raccolta della pioggia verrà immediatamente canalizzata fino alla vasca contenitrice». Acqua per il risparmio idrico, luce del sole per quello energetico. Sui tetti dei caseggiati anche i pannelli fotovoltaici di ultima generazione che saranno in grado di alimentare, a costo zero, tutte le parti comuni e di servizio degli edifici: luci vano scale, ascensore, spazi esterni e anche l'aqua calda sarà prodotta grazie al calore del sole. Una ventina di appartamenti in "palazzine" ed una serie di negozi, tutti con la classica impronta stilistica della Genova del passato, in un contesto dove non mancherà il verde pubblico, l'illuminazione antica, fontane luminose ed una parte di nuovi posti auto di utilizzo pubblico che si aggiungeranno a quelli interrati condominiali.