Lavori edili. Il decreto del governo allarma i tecnici, a rischio la stabilità degli edifici specie nelle zone sismiche Per la coalizione vincente scatta il premio di maggioranza TRAMEZZI in muratura che cadono, nuove porte che si aprono ampi varchi nelle pareti. Tutto ciò senza che nessun tecnico, o ente pubblico e neppure i vicini di casa, siano informati della "rivoluzione edilizia" che sta accadendo all'interno di una casa. E' questo lo scenario che si prospetta anche in Toscana dal 6 aprile? Tra 15 giorni partiranno le norme previste dal decreto legge sugli incentivi approvato 48 ore fa dal governo, il quale contiene un articolo che consente di eseguire - come ha spiegato Berlusconi - «senza alcun titolo abilitativo» tutti gli interventi «di manutenzione ordinaria nelle case e gli interventi di natura straordinaria che non riguardino parti strutturali dell'edificio e l'aumento dei parametri urbanistici». Parole che già hanno messo in allarme architetti e ingegneri. La Federarchitetti ha già avanzato al governo proposte di modifica, evidenziando il fatto che la nuova legge finirebbe per autorizzare «i lavori di manutenzione straordinaria fidandosi delle valutazioni di un semplice capomastro». Rosalba Valoriani, ingegnere strutturista, specializzata nei calcoli antisismici, mette sull'avviso: «Spesso incontro persone che sono convinte di poter abbattere tranquillamente un muro interno del loro appartamento, solo perché ha uno spessore di 15 centimetri. Però nella gran parte del patrimonio edilizio esistente anche i muri interni svolgono una loro funzione. E' bene sapere che qualsiasi parete influenza il comportamento sismico dell'edificio». Il problema sta proprio nell'interpretazione della norma. Quali sono i lavori che davvero non incidono sulle parti strutturali di un edificio? Finora occorreva un tecnico abilitato per compilare una Dia (Denuncia di inizio attività) per i lavori di manutenzione straordinaria che prevedono interventi di natura edilizia. Edoardo Zanchini, responsabile energia e urbanistica di Legambiente, ritiene assurdo permettere a chiunque di iniziare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nella propria casa «senza un progetto, senza informare il Comune, senza un'impresa che si assuma la responsabilità dei lavori». Tutto questo accadrà anche in Toscana? Il dubbio riguarda il fatto che il nuovo provvedimento si applica solo nelle regioni che non hanno approvato i decreti applicativi del dl sulla semplificazione approvato lo scorso anno dal governo. «Credo - afferma l'assessore regionale Riccardo Conti - che le norme approvate dalla Regione Toscana in questi anni siano esaustive». Fabio Roggiolani, consigliere regionale dei Verdi, non è pregiudizialmente contrario ad una semplificazione delle norme, però esprime un dubbio che riguarda gli interventi in zona sismica.