CONSIGLIERE COMUNALE GRUPPO CONFRONTO La mia astensione sui provvedimenti relativi all'ospedale richiede una descrizione più esauriente, oltre la inevitabile sintesi della cronaca. Intanto la mia posizione si colloca nel solco del ragionamento avviato sul Tirreno da Emanuele Rossi, che invitava ad uscire dalle secche di sterili contrapposizioni, valorizzando al meglio la partecipazione. Una via d'uscita politica, suggerivo io e questo è, se tutti saranno coerenti, un possibile primo passo in quella direzione. Mi spiego. Abbiamo sostenuto come la scelta del sito e non solo, per il nuovo ospedale, andasse collocata nel disegno complessivo del nuovo piano strutturale. Insomma scelte e procedure contestuali, almeno nei lineamenti di fondo, per tutto il territorio. Il porto, innanzi tutto, ma anche servizi sanitari e sociali, oltre a tutto quello di cui si è parlato ad avvio di mandato e che non richiamo. Inoltre, che il tempo che ci separa dalla effettuazione del referendum, in assenza di una soluzione che superi il quadro attuale sui cui limiti ho speso fiumi di parole in Consiglio, sia utilizzato alacremente per lavorare e confrontarsi senza pregiudizi, nelle sedi istituzionali e non solo. Ancora, che l'occasione del referendum, della raccolta delle firme e della valorizzazione del comitato fuori da logiche di appartenenza di partito, sia vissuta come una risorsa messa a disposizione della città. Una storia nuova, che serva a superare la logica esclusiva dei numeri di un a maggioranza o di una opposizione. Infine che non si tratta di proporre un semplice no, ma proposte diverse concrete e verificabili. Ebbene, se dopo Cosimi, con grande puntualità anche il segretario del Pd Ruggeri riprende e condivide questi concetti, espressamente citando il mio intervento, mi è sembrato si fosse fatto un passo avanti, da rispettare e valorizzare con una astensione. Fermo restando la mia profonda convinzione che ci possa essere una localizzazione più adeguata per il nuovo ospedale, secondo l'impostazione dal comitato e senza che ciò comporti dilazioni indefinibili dei tempi della operazione, costi insostenibili e senza che si debba andare a valorizzare a scatola chiusa il patrimonio pubblico da vendere ai privati. L'ho detto in Consiglio, può essere riletto, confermando l'importanza del referendum. Se sapremo tutti cogliere questa come una nuova fase del confronto, in tempi ragionevoli e senza pregiudiziali, come è stato assicurato nel dibattito consiliare, sarà un passo avanti utilissimo a tutta la città, altrimenti non resta che il referendum, e non è poco.