«Cosimi, Rossi non lo scordate mai: il vostro gas porta solo guai». E' il coro che per due ore ha accompagnato il corteo di protesta organizzato ieri dal comitato anti off shore. Circa mille persone hanno sfilato in centro, partendo da piazza del Municipio: associazioni ambientaliste, centri sociali, mondo della politica. Ci sono i rappresentanti di Città Diversa, Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà, con Lamberto Giannini che ribadisce: «Maggioranza non è sudditanza, sono contro l'off shore». Le dieci domande del corteo. «Che fine hanno fatto i 300 posti di lavoro annunciati da Olt?». «Dov'è la commissione internazionale voluta nel 2007 dalla Regione per 120mila euro? Come ha fatto a certificare la sicurezza dell'impianto se Olt non ha mai presentato il rapporto richiesto?». Sono alcune delle dieci domande che gli anti off shore hanno gridato al megafono. «In più - polemizza Zicanu - nel 2001 i timori di un incidente nel santuario dei cetacei hanno fatto negare l'autorizzazione a una boa per navi gasiere destinate al Costiero Gas di Livorno: perché per la Provincia e il Comune un bocchettone per scaricare il Gpl era rischioso mentre non lo è un terminal di queste dimensioni?». Lancio di carta igienica al Comune. Dopo aver fatto tappa in piazza Grande (tutti seduti a terra con le mascherine anti gas), i manifestanti hanno raggiunto il Comune dove è partito un inaspettato lancio di rotoli di carta igienica. Una breve contestazione all'amministrazione e alle forze dell'ordine schierate all'ingresso, poi gli interventi dei vari comitati. Maledetto gas: sfilano i parenti delle vittime di Viareggio. «Siamo qui per unirci a voi nella difesa di sicurezza, salute e ambiente», dice Riccardo Antonini che con quel maledetto treno di giugno ha perso più di una persona cara: «Speriamo di rivedervi il 29 e 30 marzo quando ci accamperemo per 32 ore davanti al tribunale di Lucca in ricordo delle nostre 32 vittime. Il gas ci ha portato via un pezzo di cuore, ma per ora non ci sono indagati. Un incidente come quello potrebbe ripetersi». Greenpeace: Torneremo «Il santuario dei cetacei doveva essere una grande area in cui sperimentare le tecnologie del mare, non la casa di un mostro». Va all'attacco il responsabile di Greepeace, Alessandro Giannì, che alcuni giorni fa ha guidato il blitz degli ambientalisti a largo di Tirrenia: «L'operazione di Olt è solo una enorme violenza al territorio. Non esiste un vero progetto industriale perché non esiste realmente una flotta di navi gasiere pronte a fare tappa a Livorno. Greepeace è stata qui e vi assicuro che tornerà».