Per completare la «stagione dei ritorni» mancano pochi mesi e qualche chilometro di strada dissestata. Lo scorso dicembre sono rientrati gli acroliti delle dee Demetra e Kore. Dopo l'esposizione a Roma e il viaggio a Shangai sarà la volta degli argenti e poi, all'inizio del prossimo anno, quella che tutti chiamano «la Venere" anche se è più corretto parlare di Afrodite. A quel punto si potrà veramente dire che i tesori della città ellenizzata di Morgantina sono rientrati a casa. Dopo la stagione dei saccheggi, dei collezionisti privati, degli accordi internazionali con i musei statunitensi, si chiude un'epoca. Ma per dire che se n'è aperta un'altra la Sicilia dovrà dar prova di meritare il rientro di questi tesori. A cominciare proprio dalla viabilità per raggiungere Piazza Armerina, Aidone e poi il sito archeologico di Morgantina. Compreso l'ultimo budello di sei chilometri, molto suggestivo ma che mal si concilia col prevedibile traffico dei pullman. «Purtroppo questa è un'area maledettamente penalizzata dalla viabilità - dice il soprintendente ai Beni culturali di Enna, Beatrice Basile. In auto gli ultimi chilometri sono godibili, ma in pullman diventano proibitivi. Per sistemare la strada occorrerebbero piccoli interventi, eppure qui tutto diventa complicatissimo». Oltre gli smottamenti, le deviazioni e la «strettoia» finale c'è il museo archeologico di Aidone, che accoglierà i tesori di Morgantina. E' ospitato nell'ex convento dei Cappuccini restaurato e inaugurato nell'84 ma che gira ancora su numeri assai modesti. «Questo è il momento del rilancio -dice la Basile. Con gli acroliti abbiamo avuto un balzo del 200 nelle presenze. Un trend che crescerà ulteriormente con gli altri rientri abbinato all'attrattiva di Morgantina». Il sito dista pochi chilometri da Aidone e si paga un unico biglietto di appena 3 euro per accedere all'area archeologica e al museo. Ad Aidone il circuito turistico si completerà nel 2011 con la tappa alla chiesa di san Domenico che sarà la «casa» della Venere. Il rientro degli acroliti è stato anche l'occasione per sperimentare un felice connubio in nome del bello. A «vestire» le due divinità, creando una «volumetria insieme reale e fuori del tempo", è stata la stilista Marella Ferrera. «Vestire due dee spiega lei è forse l'esperienza più straordinaria che possa capitare a una stilista. Ho scelto un filato naturale, un tulle di lana tessuto in Francia che abbiamo fatto tingere color avorio perché si accostasse meglio alla carnagione di Demetra e Kore». I due acroliti oggi sono la principale attrattiva del museo di Aidone. Ma con l'arrivo degli altri tesori tutto il percorso museale dovrà essere ripensato e supportato da una maggiore disponibilità di personale. «Oggi abbiamo 15 unità tra museo e sito - dice la soprintendente. Ce ne vorrebbero almeno il doppio». «In sinergia con la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina - aggiunge il sindaco di Aidone Filippo Ganci. Pensiamo che tutto il nostro comprensorio possa fare un deciso salto di qualità in termini di presenze e di capacità ricettiva». Un cambio di pelle in quella stessa Sicilia dei tombaroli che oggi sembrano solo un triste ricordo del passato. Da anni il fenomeno è estremamente contenuto. Frutto della maggiore sensibilità da parte della popolazione ma anche di un controllo capillare e costante del Nucleo tutela patrimonio dei carabinieri. Insomma manca veramente poco per impreziosire questo spicchio di Sicilia.