Il complesso del Corallo a Livorno, a Pisa le mura e l'oratorio di San Bernardino. Gli affreschi del mercato del Carmine a Lucca Un complesso termale d'inizio '900 completamente abbandonato. Affreschi d'importanza storico-artistica finiti nel dimenticatoio. Abbazie e chiese ridotte a poco più che ruderi, nonostante l'alto tasso d'interesse culturale. La Toscana è piena di tesori trascurati, di cui si rischia di perdere la memoria, oltre che il lato estetico e materiale, rendendo così sempre più complicata e faticosa un'attività di censimento e di salvaguardia. Attività di cui si occupano soprattutto le associazioni impegnate nella tutela dei beni artistici e architettonici che, tuttavia, si trovano spesso a scontrarsi con lunghi e macchinosi iter burocratici. «Proprio per questo, questa primavera - spiega la segreteria toscana del Fai, Fondo per l'ambiente Italiano - in collaborazione con Banca Intesa San Paolo, lanceremo la quinta edizione de "I luoghi del cuore", con cui s'inviteranno i cittadini a segnalare i luoghi e i patrimoni artistici, architettonici e ambientali feriti dalle brutture e mal tutelati. Il primo bene classificato sarà "salvato" dal Fai». Ma quali sono i casi più eclatanti? «Nel 2008 - spiega Valeria Torregrossa, capodelegazione del Fai livornese - le Terme del Corallo di Livorno erano entrate tra i primi cento beni maltrattati segnalati in tutta Italia». Il complesso che risale all'inizio '900 è un gioiello liberty: abbandonato da decenni, solo recentemente è stato approvato un progetto di riqualificazione. Sempre a Livorno è sotto gli occhi di tutti il degrado della Chiesa degli Olandesi sul fosso Reale. «Sempre a Livorno - continua Torregrossa - la Chiesa di San Ferdinando, detta Crocetta: iniziata nel '700, era adibita all'opera dei Trinitari, la cui missione era raccogliere fondi per liberare gli schiavi. Al suo interno sono presenti pregiatissimi marmi da preservare». A Pisa Mauro Del Corso, presidente nazionale degli Amici dei Musei segnala numerosi beni trascurati: «L'Oratorio di Sant'Agata, dell'XI secolo e la Chiesa di Sant'Antonio, con il soffitto ligneo cassettonato. La chiesa medievale di San Bernardo, con affreschi del '700, la chiesetta di San Giorgio, diversi tratti delle mura urbane e in particolare il bastione del Parlascio, in stato d'abbandono. L'oratorio medioevale di San Bernardino e, tra il comune pisano e quello di San Giuliano, il grande complesso dell'acquedotto mediceo che, in alcuni tratti, è a rischio di crollo». «Nel Comune di Serravezza, tra boschi e castagneti - spiega invece Antonio Dalle Mura, di Italia Nostra, delegazione della Versilia - deve essere salvata la Chiesa della Cappella, al cui interno è custodito un magnifico rosone di scuola michelangiolesca: affacciata su un panorama mozzafiato, la chiesa é però in prossimità di alcune cave che ne compromettono la sicurezza». A Massa e Carrara Davide Lambruschi, degli Amici dei Musei, indica «l'ex convento e l'attigua chiesa di Santa Madonna del Carmine di Massa e la Chiesa di San Francesco a Carrara: entrambe sono da valorizzare dal punto di vista culturale, in quanto testimonianza della presenza del francescanesimo sul nostro territorio». Anche a Lucca numerosi sono i beni che attendono una maggiore attenzione delle amministrazioni. «La Chiesa di Santa Caterina in particolare», spiega Loredana Ciabatti Cipriani, capodelegazione del Fai lucchese. «Unico esempio lucchese d'architettura settecentesca, oggi ridotta all'uso improprio di magazzino». «Inoltre - prosegue - necessita di essere restaurato anche l'Oratorio dell'Angelo Custode, situato nell'omonima via». Sempre a Lucca la storica dell'arte Paola Betti, in un articolo uscito sul nostro giornale, aveva posto l'attenzione sul degrado degli affreschi "dimenticati" del mercato del Carmine, ricavato negli anni '30 del '900 da un convento dei carmelitani. «Indipendentemente dall'utilizzo che sarà scelto per il mercato che a breve dovrebbe essere ristrutturato - spiega la studiosa - la questione più importante è il recupero della decorazione ad affresco del chiostro, realizzata dal lucchese Filippo Gherardi, sulla vita della mistica fiorentina Santa Maria Maddalena de' Pazzi».