Ospedale, Lamberti si astiene Il 22 marzo il pacchetto sarà sottoposto alla Regione entro aprile la firma definitiva LIVORNO. Alla fine il via libera è arrivato: dopo tre sedute e un lungo dibattito, giovedì notte il consiglio comunale ha approvato (con qualche sorpresa in sede di voto) il pacchetto di manovre che porterà alla realizzazione del nuovo ospedale nell'area di Montenero. Non senza colpi di scena. Se il fronte dei favorevoli (Pd e Idv) e quello dei contrari (Pdl, Rifondazione, Città Diversa e Promotori della Libertà) sono rimasti compatti, è dai banchi degli astenuti che è piovuta qualche sorpresa. Non vota sì, pur appartenendo alla maggioranza, Lamberto Giannini (Sel), che ribadisce le perplessità rispetto a ciò che sarà fatto del vecchio ospedale («Avrei preferito mettere prima nero su bianco il nuovo piano regolatore»). Ma soprattutto ad astenersi è l'ex sindaco e leader di Confronto, Gianfranco Lamberti, che intervenuto dopo il segretario del Pd Marco Ruggeri, vira inaspettatamente sul campo della mediazione. «Questa per me è una votazione sofferta e combattuta», esordisce. Poi il lungo discorso verso l'astensione: «Apprezzo la correttezza politica di Ruggeri e lo prendo in parola quando dice, insieme al sindaco, che il futuro dell'area di viale Alfieri sarà deciso dentro al nuovo piano strutturale. Ben venga una fase di ascolto senza pregiudizi». E il voto resta a metà nonostante gli attacchi sfoderati più volte all'intera operazione (a partire dall'ospedale mobile della campagna elettorale). Nonostante il continuo sostegno - pur ribadendone l'indipendenza e la natura extra politica - al comitato in corsa verso il referendum. «Continuerò ad autenticare le firme», puntualizza dopo il voto. Ma intanto l'amministrazione, con il sì del consiglio ha fatto il primo passo concreto verso Montenero. Con l'accordo approvato tra ieri e giovedì Comune e Asl si scambiano alcuni beni destinati ad attività ospedaliere e a residenze sanitarie assistite. Attraverso una permuta di oltre 24milioni di euro, il Comune cede all'azienda sanitaria il terreno di 198mila metri quadri che oggi ospita il Pascoli e su cui dovrà nascere il presidio. L'azienda, viceversa, lascia nelle mani di Palazzo Civico il quarto e quinto padiglione dell'ospedale di viale Alfieri, dove troverà spazio il nuovo Pascoli. Il 22 marzo tutto il pacchetto sarà sottoposto all'attenzione degli uffici della Regione, mentre entro il 30 aprile è prevista la firma definitiva dell'accordo. Duro lo scontro in consiglio: se Marco Cannito (Città Diversa) attacca sui finanziamenti («Dove sono i soldi? O indebitate la città o privatizzate la sanità»), il collega Luano Fattorini lancia l'sos per il futuro assetto socio-sanitario della città. Marcella Amadio (Pdl) muove critiche a 360 gradi sulla viabilità di Montenero e sulla prossima destinazione di strutture come villa Rodocanacchi. Severi Bruno Tamburini («State votando una delibera al buio») e Lorenzo Cosimi (Prc), che parla di «mancata partecipazione e accelerazione incomprensibile». Deciso Gabriele Cantù (Pd): «Questa è una scommessa, non un'avventura. Ho profondo rispetto per il referendum, ma temo che una vittoria del sì potrebbe portare a non fare l'ospedale. Questa è un'operazione storica e trasparente da cui la città può trarre un grande beneficio».