E' stato l'assessore regionale Gaetano Armao, insieme al curatore Lorenzo Zichichi, ad inaugurare nel tardo pomeriggio di oggi la mostra "Arte contemporanea per il tempio di Zeus". Da oggi fino al 3 ottobre cinquanta opere, tra cui capolavori di Carla Accardi, Mirko Basaldella, Giacomo Manzù, Francesco Messina, Emilio Greco, Daniel Spoerri, saranno allestite tra il tempio della Concordia, la Necropoli e la Villa Aurea, nello splendido scenario della valle dei templi di Agrigento. Iniziativa che, tramite la vendita all'asta autunnale di Christiés (a Milano) delle opere attualmente esposte, permetterà di avviare l'intervento di tutela e anastilosi del Telamone del Tempio di Zeus. La manifestazione è stata promossa da Unesco-Italia e dalla casa editrice "Il Cigno", in collaborazione con l'assessorato alla Cultura di Roma, il museo "Macro", la Soprintendenza capitolina, Christiés, il Parco archeologico della Valle dei templi di Agrigento e l'assessorato dei Beni culturali della Regione siciliana, con il supporto di molti sponsor (tra cui la fondazione Roma Mediterraneo). A curare l'importante rassegna, Rosalia Camerata Scovazzo, Teresa Emanuele e Lorenzo Zichichi, mentre il progetto di allestimento dell'arte contemporanea tra le imponenti rovine della valle dei templi è di Giusto Puri Purini, Carmelo Bennardo, Alessandro Carlino e Tommaso Guagliardo. LE OPERE - La "cella" del Tempio della Concordia, ad esempio, fa da sfondo ad alcuni capolavori come la "Bianca" di Francesco Messina, il "Fauno" di Manzù e la "Grande figura seduta" di Greco. Il giardino di Villa Aurea, chiuso al pubblico dal dopoguerra, con il percorso sulla Necropoli, ospita invece i crani di Daniel Spoerri o il braccio di Aaron Young, a ricordarne la funzione sacra, mentre il percorso, all'ingresso, è illuminato dal candelabro di Arman. Nell'interno della Villa, vi sono i lavori di Afro, Guccione, Mitoraj, Shimamoto, e altri ancora. Molte delle opere in mostra sono state realizzate per l'occasione: è il caso dell'acrilico su tela di Carla Accardi, del Pozzo di Gregorio Botta o de L'Angelo della Valle di Ernesto Lamagna.