I teatri greci all'aperto, ma anche i teatri romani che rispetto a quel modello sono soprelevati, sono innumerevoli in Italia: non esiste infatti solo quello splendido di Taormina e si può quasi dire che ogni città conserva buona parte delle strutture in altezza di un teatro antico. Alla cui rinascita è diretto il progetto Theatrum Theatron (sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali), che in quattro anni è riuscito creare un circuito di ben venti siti archeologici apparentemente minori nell'Italia del sud. Nel progetto - nato dalla volontà del regista e coreografo Aurelio Gatti - sono coinvolte le Soprintendenze Archeologiche di Napoli e Caserta, della Basilicata, dell'alto Lazio, della Sicilia. Pian piano si sono inseriti gli enti locali, il Centro di Drammaturgia Europea di Potenza e infine l'Eti, Ente Teatrale Italiano. Sì, perché non basta restaurare architettonicamente i teatri greco-romani di Sessa Aurunca, Teano, Venosa, Perento, Grumeto: affinché non muoiano occorre farli vivere secondo la loro funzione ori-gin;»', occorre farvi 'teatro'. Così nei venti siti delle cinque regioni del circuito (Lazio, Campania, Basilicata. Calabria Sicilia), per il 2004 sono stati programmati oltre 75 spettacoli con compagnie professionali per il teatro classico, "Miles gloriosus" di Plauto con la Brigliadori, "La Mandragola" di Machiavelli con regi a di Scaccia, "Le Vespe " di Aristofane con originale coreografia di Guido Silveri, 'Tartufo" di Molière con Flavio Bucci... ed anche compagnie di danza con "Progetto Odisseo" di Gatti o "Los Taramos" di José Greco.
Risorgono i teatri di pietra
In Italia esistono numerosi teatri greci e romani, molti dei quali sono stati restaurati grazie al progetto Theatrum Theatron. Il progetto, sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali, ha coinvolto le Soprintendenze Archeologiche di diverse regioni e ha creato un circuito di venti siti archeologici. I teatri sono stati utilizzati per oltre 75 spettacoli con compagnie professionali nel 2004, tra cui opere di Plauto, Machiavelli, Aristofane e Molière. Il progetto ha anche coinvolto compagnie di danza e ha cercato di far vivere i teatri secondo la loro funzione originaria.
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