Fino al 1959 nessuno pensava che tra Firenze e Prato gli Etruschi avessero lasciato qualcosa di significativo. «Poi fu scoperta la tomba della Montagnola a Sesto Fiorentino - ricorda l'archeologa della Soprintendente Gabriella Poggesi - e a metà degli anni Sessanta la tomba di Montefortini a Comeana». Fu Francesco Nicosia a trovarla. «Un grande archeologo e un grande affabulatore» racconta il sindaco Cirri, che ricorda la sera prima dell'inagurazione del museo di Artimino nel 1983. Allora era assessore alla cultura. L'archeologia di Carmignano è dunque giovane. Ma in quasi 50 anni gli scavi non si sono mai fermati. L'ultima scoperta riguarda l'insediamento fortificato di Pietramarina, frequentata fino al primo secolo avanti Cristo. W.F. LE RISORSE - Un progetto per Artimino da due milioni CARMIGNANO. Dei due milioni di euro per i lavori in corso al museo e parco archeologico di Carmignano un milione e 250 mila ce li ha messi la Regione. Il resto quasi interamente Provincia e Comune. «Gli enti locali e territoriali, spesso bistrattati e accusati di spendere male le risorse a disposizione, a volte sono i soli a investire sull'archeologia» ha sottolineato il presidente della Toscana Claudio Martini. Anche quando i progetti non hanno solo un interesse locale, come nel caso di Carmignano. «L'archeologia - ha aggiunto - e' il segno della nostra storia,un filo che lega il futuro al passato». «Un qualcosa da difendere e valorizzare di per sé, ma importante anche per lo sviluppo turistico e economico di un territorio: a Carmignano sicuramente» aveva detto poco prima il sindaco Doriano Cirri. «Purtroppo dal governo e dai livelli nazionali - ha concluso Martini - in questo come molti altri casi sono arrivate ben poche risorse, per non dire praticamente niente». Archeologia e cultura sono speso bistrattate. «Ma sono parte di una memoria condivisa - ricorda il sindaco - oltre che capaci di creare in qualche caso anche sviluppo». W.F.