Il vertiginoso affresco "Ulisse che saetta i Proci" di Luca Cambiaso. Le sorprendenti vetrate Coppedé. Una scultura quattrocentesca di San Michele proveniente dallantica chiesa di San Francesco di Castelletto. Un bassorilievo quattrocentesco in pietra di promontorio. Un ciclo di dodici lunette ancora del Cambiaso, che si pensavano perdute. È stato generoso di tesori inaspettati, il palazzo della Meridiana. Aprirà al pubblico, per la prima volta, durante le giornate di Primavera del Fai, il 27 e 28 marzo (con unanteprima per i soci Fai, nel pomeriggio del 25). «Ledificio rischiava di essere unenorme opera darte dimenticata, invece quattro anni fa sono cominciati i restauri, grazie allintervento della Società Palazzo della Meridiana - spiega il soprintendente per i Beni architettonici della Liguria, Giorgio Rossini - palazzo Grimaldi, detto della Meridiana, è il primo esempio a Genova, con il palazzo della Prefettura, di architettura cinquecentesca, in ambito extraurbano. Venne costruito prima di Strada Nuova. In questo caso abbiamo unarchitettura particolarissima, che dispiega tutti i sistemi di costruzione in costa». Il palazzo anche oggi ha mantenuto il suo "unicum": essere naturalmente diviso in due spazi, uno a monte, da cui si accede da salita San Francesco e uno a valle, da piazza della Meridiana. Aveva un grande e complicatissimo giardino, sacrificato quando venne tracciata via Cairoli. Sembrava destinato allincuria, quando nel 2006 la Società Palazzo della Meridiana, presieduta dallimprenditore Davide Viziano acquisì limmobile. «Una sfida che stiamo vincendo - dice Viziano - grazie alla collaborazione con la Soprintendenza architettonica». Ledificio ospiterà una dozzina di appartamenti, dal valore oscillante tra i 4500 ai 7000 euro al metro quadro, («Siamo riusciti a scongiurare una frammentazione degli spazi che avrebbe snaturato il complesso», dice Rossini), ma la società terrà per sé 1500 degli 8000 metri quadrati complessivi. I tre grandi atrii da salita San Francesco, il primo piano nobile e il piccolo giardino davanti al secondo ingresso del palazzo, diventeranno spazi per il pubblico: «Ospiteranno ricevimenti nuziali, convegni, ma anche esposizioni temporanee - dice Viziano - vorremmo allargare lofferta culturale come naturale prosecuzione dei musei di via Garibaldi». Nel ritmo dellinfilata di stanze e saloni, tra leggerissimi stucchi settecenteschi e laffresco di "Apollo" di Lazzaro Calvi, i pavimenti di graniglia e frammenti di corallo, si spalanca laffresco di "Ulisse" di Luca Cambiaso, dalla ripidissima prospettiva e dai colori appena recuperati dai restauri. Nel palazzo, allalba del Novecento, abitò e vi organizzò i propri uffici lassicuratore scozzese Evan Mackenzie che, pur avendo un contratto di locazione, decise di intervenire generosamente sulla pellicola interna delledificio, attraverso il poliedrico artista Gino Coppedé (la stessa coppia committente-artista, poi, si sbizzarrirà nelleclettismo, realizzando il castello Mackenzie).