Al Palazzo della Ragione di Verona "Past, Present, Future" unottantina di quadri appartenenti a Unicredit Group Quando si visita una collezione non è tanto la presenza di singoli capolavori ad attrarre e affascinare, quanto il filo sottile che lega le opere, lunione coerente tra loro, lidentificazione di un gusto che diventa quasi il racconto di una vita. Tutto questo è difficile da ritrovare nelle raccolte delle imprese che finiscono per essere il risultato di acquisizioni compiute da diversi individui, di investimenti prevalentemente finanziari, di possibili fusioni di aziende tra loro. LUnicredit Group nel mettere in mostra per la prima volta parte della sua collezione - che comprende ben 60.000 lavori, dai reperti archeologici al contemporaneo ha affidato al curatore Walter Guadagnini il compito di creare un percorso in cui emerga un dialogo segreto tra opere lontane sia per cronologia che per intenti. Sotto il titolo Past, Present, Future sono raccolte a Palazzo della Ragione fino al 3 giugno unottantina tra quadri, sculture, fotografie e installazioni, una parte delle quali appartengono alla Fondazione Cariverona. Si parte dal Cinquecento e si arriva alle esperienze contemporanee: lesposizione però non è allestita secondo una scansione temporale, bensì per tematiche che rintracciano ideali scambi e suggestioni tra passato e presente. Alla classicità è dedicata la prima sala dove, accanto a De Chirico che, nel 1924, inquadra una natura morta in un paesaggio di rovine, cè lobiettivo implacabile della fotografa tedesca Candida Höfer puntato sulla Biblioteca dellArchiginnasio di Bologna: se il primo interpreta il passato come nostalgia, laltra si nutre della perfezione di un modello, raffreddando ogni emozione. Nella sala dedicata agli "oggetti del desiderio" cè un bel confronto tra una natura morta del Seicento di Giuseppe Recco e una scultura del 1981 dellinglese Tony Cragg. Tutti e due costruiscono la composizione intorno a un recipiente: nel primo caso questo ha una superficie brillante come quella dei pesci che gli stanno accanto; nel secondo sembra un po la borsa di Mary Poppins da cui sono usciti, o meglio esplosi, tutti gli oggetti sparsi sul muro a comporre una sinfonia in blu. Cragg lavora sugli scarti della società contemporanea, ma anche Recco guarda le cose umili e il risultato finale è per entrambi una composizione sontuosa. Un po come fa il dadaista Kurt Schwitters di cui sono esposti quattro piccoli collages: autentici gioielli realizzati con frammenti di ciò che di solito si butta via dai pacchetti di sigarette ai biglietti del cinema, dai giornali alle carte da imballaggio. Cè poi la metropoli dove le figure passeggiano (Philip-Lorca di Corcia) oppure danzano (Wolfgang Tillmans). Una città che può essere distrutta dalla guerra (Gabriele Basilico) o dal terremoto (Ryuij Miyamoto), attraversata da migliaia di persone (Massimo Vitali e Andreas Gursky) o da figure solitarie (Jordi Colomer), oppure semplicemente intesa come veduta, quando qualcosa di inusuale cattura, come succede con la punta del Vesuvio coperta di neve nellopera di Vincenzo Casella. Le altre sezioni sono dedicate al corpo, alla geometria, al paesaggio sublime o pittoresco e ai volti, al face to face come recita il titolo. E qui cè il pezzo forte della mostra: lottusità felice e soddisfatta della Marchesa di Caballero come ce lha tramandata locchio infallibile di Francisco Goya.
VERONA - Recco, De Chirico, Cragg Storia di una collezione
A Palazzo della Ragione di Verona, fino al 3 giugno, è stata inaugurata una mostra di 81 opere provenienti dalla collezione dellUnicredit Group. La mostra, intitolata "Past, Present, Future", è curata da Walter Guadagnini e presenta opere di artisti del Cinquecento al contemporaneo. La mostra non è allestita secondo una scansione temporale, ma per tematiche che rintracciano ideali scambi e suggestioni tra passato e presente. La mostra è suddivisa in diverse sezioni, tra cui la classicità, gli "oggetti del desiderio", la metropoli, il corpo, la geometria, il paesaggio sublime e pittoresco e i volti.
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