LIVORNO. Non giriamoci intorno: la Venezia non ha una piazza. Eppure se ne conterebbero almeno quattro sulla mappa del quartiere: quella del Luogo Pio, quella dei Legnami, quella alla chiesa di Santa Caterina e quella di Anita Garibaldi. Tutte divorate dalle auto, e non per colpa dei pub: non sono spazi di socialità ma aree di parcheggio. E' proprio così: nel rione che viveva in piazza, ora la piazza non c'è. Lo spazio fisico di piazza del Luogo Pio, l'hanno ritagliato le bombe, mica gli architetti. Anzi, non sono neanche vent'anni che le ruspe hanno butatto giù quanto restava delle Case Pie. Era l'Hotel Povertà dove, a guerra finita, in mezzo alle macerie tornarono i veneziani sfollati dividendo l'una famiglia dall'altra con pareti fatte di lenzuola o coperte. Dall'ultima demolizione a fine anni '80 gli architetti sono al lavoro per riempire di nuovo di cemento questo spazio. Come? La rincorsa comincia da lontano: a metà anni novanta nasce il patto fra privati (Consabit, cioè Lega Coop) e pubblico (Comune), benedicente il governo che mette lì un pacco di soldi, che punta a costruire un centinaio di nuove case e, intanto, prolungare il Canale. L'unica cosa che decollerà? Un primo moncone di fosso. Risultato: acqua ferma e pista d'atterraggio per le zanzare (ma dall'estate scorsa il taglio di viale Caprera è ripartito e, inghiottendo un mare di posti auto, terranno banco per un paio di anni). E' un progetto che poi si scontra con nuove normative e va cambiato. Al momento del varo del nuovo Prg, nel '99, il progettista Augusto Cagnardi prende la matita e ridisegna la piazza: anzi, la fa inghiottire da un "quadrilatero". Inutile dire che spunta la provvidenziale piantina storica a riprova che un milione di anni fa la chiesina del Luogo Pio era all'interno di una sorta di cortile. Nuova correzione di rotta, poco tempo dopo: via il fabbricato sulla punta degli scali delle Barchette ma i metri cubi da costruire sono quelli e c'è da redistribuirli. Solo che a questo punto esplode anche l'opposizione al progetto da parte dell'opposizione di sinistra (ma anche da settori Pdl con Ghiozzi che va a occupare simbolicamente l'area). La piazza del Luogo Pio rispunta fuori ma dimezzata da due edifici che la delimitano lungo sul lato di via degli Ammazzatoi e l'altro su quello di viale Caprera. L'ultima mossa è quella dell'assessore Picchi: cancellato il fabbricato che da via degli Ammazzatoi si affaccia sulla piazza. Ma i metri cubi sono quelli. Risultato: le volumetrie di quell'edificio (più quelle eliminate sugli scali delle Barchette) vengono recuperate così: fra viale Caprera e piazza del Luogo Pio l'edificio arriverà talmente in alto da superare di un buon piano e mezzo quelli sull'altro lato della piazza. E poi verrà cancellata l'attuale piazza dedicata ad Anita Garibaldi. A dar retta all'antica leggenda veneziana, è come se l'Eroe dei Due Mondi non lo volessero far arrivare dagli Sgarallino approdando di notte alla spiaggetta della Tura, sotto il ponte... M.Z.
LIVORNO- SCEMPI. La piazza che non ci sarà più
Il quartiere di San Marco a Venezia non ha una piazza, ma ne conterebbero almeno quattro. Le aree di parcheggio sono divorate dalle auto, non per colpa dei pub, ma per la mancanza di spazi di socialità. La piazza del Luogo Pio, che una volta era il cuore del quartiere, è stata ritagliata dalle bombe e dalle demolizioni. Gli architetti stanno lavorando per riempire lo spazio con cemento. Il progetto iniziò con un patto tra privati e pubblico, ma si è scontrato con nuove normative e è stato cambiato. Il progetto originale prevedeva la costruzione di un centinaio di nuove case e la prolungazione del Canale, ma è stato ridotto e modificato.
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