Sarà dedicato a Francesco Nicosia, il giovane archeologo (e più tardi soprintendente toscano) che a Carmignano l'archeologia l'ha inventata, il nuovo museo archeologico comunale di Artimino: quello che dai sotterranei della villa medicea si trasferirà nelle ex tinaie alle porte del borgo. Se ne parla da anni. E' atteso da almeno quindici. Nel tempo il progetto è anche cresciuto, assorbendo al suo interno l'idea di un intero parco archeologico. «Un percorso costruito a tasselli, in attesa di trovare via via le risorse necessarie e non subito tutte disponibili», confessa il sindaco Doriano Cirri. Ma il prossimo anno museo e parco archeologico etruschi saranno finalmente pronti. E c'è già anche una data ipotetica per l'inaugurazione: sabato 5 febbraio 2011. Il progetto è stato presentato ieri a Firenze dalla Soprintendenza, dal Comune e dalla Provincia nel museo di piazza Santissima Annunziata. E oltre alla soprintendente Lo Schiavo, l'archeologa Poggesi, il sindaco Cirri, l'assessore della provincia Nesi c'era anche il presidente della Toscana Martini: carmignanese per cinque anni, dopo aver fatto il sindaco a Prato e prima di trasferirsi a Firenze, ed ancora carmignanese nel cuore come lui stesso ha confessato. Il nuovo museo sorgerà nelle ex tinaie alle porte del paese, donate dalla fattoria di Artimino. Nelle scuole elementari, abbandonate da decenni e distanti poche centinaia di metri, troveranno invece spazio aule e laboratori didattici. Sarà un museo più grande di quello aperto nel 1983 nella villa medicea: 550 metri quadri capaci di ospitare molti tesori che oggi non hanno posto e nessuno può vedere. Ma sarà anche un museo nuovo nella concezione. Postmoderno l'ha definito ieri mattina l'architetto Claudio Rodeghiero, che ne ha curato l'allestimento. Non sarà infatti un contenitore neutro, ma un museo dalle atmosfere quasi teatrali, per coinvolgere ancor di più il visitatore. A partire dalle luci. Un museo dove troveranno spazio le ricostruzioni di alcune tombe etrusche che il turista potrà poi visitare fuori, spaccati delle città dei vivi e sopratutto i tesori, alcuni unici, che sono stati trovati a Carmignano in quasi cinquant'anni di scavi. E la città di Gonfienti, scoperta negli ultimi anni a Prato. «L'obiettivo è quello di creare un unico parco provinciale - sgombra il campo dagli equivoci il sindaco Cirri - Noi abbiamo una storia più lunga e siamo partiti prima. Ma i destini di Prato e Carmignano si dovranno unire. Sarebbe una iattura fare altrimenti». Sarebbe impensabile infatti farsi concorrenza da soli, in una Toscana già ricca di archeologia e con musei e parchi molto più famosi. Da Cortona a Chiusi, da Populonia a Vetulonia. L'assessore Edoardo Nesi della Provincia di Prato ha confessato di essere rimasto folgorato dai luoghi etruschi di Carmignano, quando l'anno scorso visitò gli scavi della roccaforte di Pietramarina. Ora si spera che altri siano folgorati sulla via degli Etruschi e visitino numerosi Carmignano e domani anche Prato. Oggi il Museo archeologico di Artimino stacca seimila biglietti l'anno. La maggior parte sono studenti ed alunni delle scuole.