«Stiamo molto attenti a come presentare la domanda, capire bene su cosa puntare, per non sbagliare neanche un passo, con la massima condivisione possibile». Per portare il parco di Portofino nel novero dei Patrimoni dell' Umanità definiti dall' Unesco, spiega Franco Olivari, presidente dell' Ente Parco, non c' è che l' imbarazzo della scelta, in quanto ad argomenti: parco e Area marina protetta rappresentano un unico naturalistico nel loro genere, con particolarità geologiche uniche, ma anche con mille specie vegetali in poco più di mille ettari. A questo va aggiunto il patrimonio storico-architettonico, con i borghi marinari di Camogli, San Fruttuoso e Portofino, le abbazie medievali di San Fruttuoso, San Girolamo della Cervara e San Nicolò di Capodimonte, e le tracce del turismo d' élite. Tutto questo proprio perché l' organizzazione culturale dell' Onu chiede che ogni candidato abbia un "curriculum" molto dettagliato. Ma poi bisognerebbe scegliere un elemento solo, anche se forse, come spiega qui a lato Sergio Maifredi, delegato Unesco per la Liguria, è il complesso del parco che va premiato. E quello che sta a cuore a Olivari e al direttore del parco Alberto Girani, è andare avanti su un percorso condiviso; tanto che la Regione, la Provincia e le amministrazioni comunali interessate, ma anche associazioni culturali e ambientali, hanno già rimarcato il loro interesse. Se Portofino potrà fregiarsi del riconoscimento Unesco, insomma, sarà per la spinta di un movimento vasto che parte dal territorio e che si riconosce un po' in tutto il mondo. Entrare a far parte del patrimonio Unesco non cambierebbe nulla dell' attuale situazione del Monte e dell' Area marina protetta, dove i vincoli paesaggistici e ambientali sono già molto forti, ma garantirebbe un ulteriore rilancio sotto il profilo turistico «In realtà l' unico impegno che ci si deve assumere è solo quello di mantenere il monumentoo l' ambito naturale nelle migliori condizioni, e i vincoli a tutela già dicono cosa fare - precisa il direttore Girani - ma se consideriamo che il 75 del comprensorio, anche al di fuori del parco, è legato all' economia turistica che è in sofferenza, abbiamo già la risposta». Si tratterebbe, insomma, di ornare a riempire anche storiche strutture alberghiere come il Portofino Kulm, sul cui destino si erano ventilati anche rischi di lottizzazione;e portare un turismo colto e d' interesse ambientale a riempire nuovamente gli alberghi di Camogli e dintorni, con margini adeguati per la nascita di nuove strutture che tengano di conto il rispetto dell' ambiente e la necessità di non cannibalizzare un territorio fragile. A questo punto, d' infilata, la Liguria avrebbe quasi un' intera Riviera da record mondiale: perché sono patrimonio Unesco le Cinque Terre, Portovenere e le isole Palmaria, tino e Tinetto. Un tesoro lungo cento chilometri, insomma.