Le gru e le pale meccaniche nelle campagne di Canne della Battaglia, centro archeologico a pochi passi da Barletta, sono a lavoro da un po'. Rumorose, hanno sradicato alcuni ulivi che segnavano il confine sud del parco dell'Ofanto. «Al posto dei circa cento alberi d'olivo secolari estirpati saranno piantati vigneti. Nessuno però, si rende conto dello scempio che si sta compiendo». A parlare così è Vitantonio Vinella, presidente del «Comitato pro Canne della Battaglia » , associazione che dal 1953 si occupa della valorizzazione della cittadella archeologica. Sono stati gli iscritti all'associazione a fotografare ciò che resta degli uliveti, ridotti ora a grandi spianate di terra desolata. «Lungo la strada provinciale 142, che fa da punto di raccordo tra la statale 93 per Canosa di Puglia, e la provinciale 3 detta delle Salinelle, sono rimasti pochissimi ulivi» fa notare Vinella convinto che, oltre a danneggiare l'ambiente, le ruspe stiano violando la legge: «Sradicare gli alberi di olive è contro la normativa regionale del 2007 che considera gli ulivi varietà arboree da tutelare perché simbolo del paesaggio pugliese». Nessuno interviene «Violata la legge. Nel maggio dello scorso anno denunciammo il taglio indiscriminato di ulivi in contrada Setteponti ma nessuno è intervenuto» Secondo gli associati al Comitato, è necessario l'intervento delle autorità competenti anche se «adesso sono tutti troppo presi dalla campagna elettorale per parlare di paesaggio» evidenzia Vinella. Da Palazzo di città, promettono accertamenti. «Non so se i terreni interessati dai lavori sono di competenza comunale ma attraverso i tecnici dei settori Ambiente e Manutenzione verificherò se, quanto sta accadendo è conforme o no alla legge. Agirò di conseguenza» dichiara il sindaco di Barletta, Nicola Maffei. Le ruspe intanto continuano a lavorare e non solo a ridosso della provinciale 142. Sono pochi gli alberi rimasti anche nei pressi del santuario di «San Ruggiero», in località «La boccuta». «In passato le strade che intersecavano gli uliveti facevano parte della cosiddetta "panoramica dei sepolcreti", insieme di tratturi che conduceva a tombe antiche che ora rischiano di andare perdute» spiega Vinella, secondo cui la piantumazione delle vigne comprometterà la conservazione dei resti archeologici. «Per piantare i vigneti è necessario scavare in profondità e l'azione delle ruspe potrebbe intaccare sepolcri sotterranei ancora sconosciuti e in cui potrebbero esserci tesori» sottolinea il presidente del Comitato, dispiaciuto della trasformazione in corso delle colture. «E' inutile sostituire gli olivi con le vigne perché non credo che le campagne vinicole siano più redditizie delle olivicole» specifica. L'estirpazione degli ulivi arriva a un anno esatto dall'approvazione della legge regionale relativa alla definizione del perimetro del parco dell'Ofanto. Per la zona di competenza della città di Barletta, la norma ha stabilito una riduzione dell'area protetta di circa 3mila ettari. «Abbiamo accettato di buon grado la riperimetrazione ma ora non possiamo stare zitti» sostiene Vinella e continua: «Trovo assurdo che nessuno consideri l'importanza turistica e paesaggistica di Canne della battaglia e assista inerme a un altro attacco all'ambiente» fa notare mentre ricorda come già nei mesi scorsi, in un'altra area della cittadella storica furono tagliati altri ulivi. «Nel maggio dello scorso anno denunciammo il taglio indiscriminato di ulivi in contrada "Setteponti" ma nessuno è intervenuto» dice Vinella e conclude: «Vogliamo solo sapere se chi sta ora continuando indisturbato a tagliare gli alberi lo può fare anche se a scapito del nostro territorio».