Pompei. Per restare nell'Unesco gli Scavi hanno bisogno di un piano di gestione, una spiecie di piano regolatore «senza il quale si è fuori dalla lista» dei beni patrimonio dell'umanità. Il commissario dell'area archeologica di Pompei, Ercolano e Oplonti Marcello Fiori, è così corso ai ripari sottoscrivendo una convenzione con il presidente della Tess-Costa del Vesuvio Leopoldo Spedaliere, per l'elaborazione del progetto. Entro giugno, le città sepolte di Pompei, Ercolano e Oplonti avranno il documento certificato in cui viene descritto in che modo l'eccezionale valore dei siti sarà tutelato. La firma della convenzione, avvenuta ieri mattina negli uffici pompeiani della soprintendenza tra il commissario delegato per l'emergenza dell'area archeologica di Napoli e Pompei e la Tess rappresenta il primo passo verso l'elaborazione del piano che dovrà recepire, come già indicato nel Codice dei beni culturali, le indicazioni dell'Unesco. «La grande novità è che finalmente il territorio vesuviano ruoterà intorno alle potenzialità di Pompei e delle aree archeologiche - sottolinea il commissario Marcello Fiori - dalla segnaletica ai trasporti, dai servizi per il turista all'agricoltura sostenibile, tutto rientrerà in un sistema virtuoso che gli attori sul territorio saranno chiamati ad applicare per rispondere a dei parametri, giustamente, ritenuti indispensabili. Una richiesta quella dell'Unesco per la quale si stava lavorando da tempo - spiega il commissario - ma per la quale occorreva una concretizzazione che la convenzione con la Tess ci consente di ottenere». Già nel giungo 2007 l'ex soprintendenza archeologica speciale di Pompei aveva sottoscritto un protocollo d'intesa con i comuni di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata e la Tess, designando quest'ultima come soggetto responsabile di un primo piano di gestione, poi approvato nel luglio 2009. «Con l'intesa sottoscritta oggi implementiamo il lavoro del piano di gestione del sito Unesco - ha detto il presidente della Tess Leopoldo Spedaliere - e questo, naturalmente, ci gratifica molto perché si tratta di un'iniziativa di sistema sull'area che evolve ulteriormente le attività della nostra agenzia. Con la firma della convenzione è come se si chiudesse un ragionamento anche dal punto di vista infrastrutturale. Faremo in modo, infatti, che gli Scavi guardino alle città e che le città guardino agli Scavi in un'ottica integrata ed in un modello di governance che tenga conto anche delle innovazioni che si stanno apportando». Obiettivo primario del Piano di gestione è quello di assicurare un'efficace protezione del bene, per garantirne la trasmissione alle future generazioni. Per questo motivo lo strumento deve tener conto delle differenze tipologiche, delle caratteristiche e delle necessità del sito, nonché del contesto culturale e naturale in cui si colloca. Può inoltre recepire i sistemi di pianificazione già esistenti e altre modalità tradizionali di organizzazione e gestione del territorio.