Il Tribunale discute il ricorso degli eredi Festari per annullare l'asta. L'Archivio Vasari torna davanti al giudice. Si terrà oggi l'udienza davanti al Tribunale di Arezzo sul merito del ricorso presentato dagli eredi del conte Giovanni Festari, per annullare l'asta dell'Archivio Vasari. La scorsa settimana l'asta è stata sospesa all'ultimo minuto dopo che il giudice per le esecuzioni immobiliari, Agnese Di Girolamo, aveva accolto il ricorso dei quattro fratelli Festari, proprietari delle carte, con il quale contestavano il prezzo base dell'asta fissato in 2,6 milioni di euro, ritenuto dagli interessati eccessivamente basso. Nello stesso tempo è stato sospeso anche il pagamento del debito pregresso degli eredi Festari dovuto ad Equitalia per tasse non pagate per circa 700.000 euro. A tal proposito l'avvocato Guido Cosulich del foro di Arezzo ha dichiarato: "I Festari si sono adoperati per effettuare il pagamento, che dovrebbe essere già avvenuto o se non è avvenuto avverrà prima dell'udienza di domani mattina" (stamattina, ndr). Intanto per gli eredi Festari (i fratelli Francesco, Leonardo, Tommaso e Antonio) la vendita dell'Archivio Vasari alla società russa Ross Engineering di Mosca va avanti. La holding russa ha concordato con la proprietà la somma di 150 milioni di euro, da pagare entro il 21 marzo. Lo Stato da parte sua ha dichiarato nulla la vendita a causa di "lacune sostanziali" nella documentazione presentata al ministero dei Beni culturali, riguardanti "l'identificazione certa del soggetto acquirente e la sua legittimazione ad agire nell'acquisto dell'Archivio Vasari, elementi indispensabili ai fini dell'esercizio delle funzioni di tutela previste dal Codice dei beni culturali". Di conseguenza, con una nota del 2 marzo scorso, comunicata agli interessati, la Soprintendenza Archivistica della Toscana ha dichiarato "non avvenuta e priva di ogni effetto di legge la denuncia di trasferimento di proprietà dell'Archivio Vasari"