Genova, 17 mar - La Commissione regionale della Liguria per l'adeguamento dei vincoli paesaggistici ha ridefinito le aree della collina del Belvedere, a Sampierdarena. Presieduta dal direttore regionale del Dipartimento Pianificazione Territoriale della Regione Liguria Franco Lorenzani, con la partecipazione dei rappresentanti degli Uffici periferici del Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali e degli esperti nella tutela del paesaggio, in rappresentanza del mondo accademico, delle associazioni ambientaliste e degli ordini professionali, la commissione ha condiviso la proposta di ridefinizione delle aree sottoposte a vincolo. Lo scopo della nuova perimetrazione e' duplice, informa una nota della commissione. Si e' voluto mettere in risalto i valori ancora da tutelare presenti nella zona, con particolare riferimento al sistema delle percorsi storici, ai punti panoramici e alla salvaguardia del complesso delle aree verdi o boscate. Allo stesso tempo la riperimetrazione proposta esclude dal regime di vincolo tutte le parti di edificazione sviluppatasi negli ultimi 40 anni, che ha determinato una consistente trasformazione di parte del sito. Una decisione destinata a facilitare l'iter delle pratiche edilizie dei singoli cittadini gli interventi di manutenzione e di ristrutturazione degli immobili che ricadono nell'area. Per tali pratiche quindi non sara' piu' necessario acquisire l'autorizzazione paesaggistica, come e' stato sino ad oggi. La proposta seguira' l'iter e le procedure del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e diventera' operativa con un provvedimento regionale. res-rgsambra (Asca)
LIGURIA: COMMISSIONE, PRIMO SI' A RIDEFINIZIONE AREE COLLINA BELVEDERE
La Commissione regionale della Liguria per l'adeguamento dei vincoli paesaggistici ha ridefinito le aree della collina del Belvedere a Sampierdarena. La ridefinizione mira a mettere in risalto i valori da tutelare nella zona, come i percorsi storici, i punti panoramici e le aree verdi. La proposta esclude le parti di edificazione sviluppatesi negli ultimi 40 anni, che hanno trasformato parte del sito. Questa decisione facilita l'iter delle pratiche edilizie e non richiede più l'autorizzazione paesaggistica per gli interventi di manutenzione e ristrutturazione degli immobili.
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