CECINA. La sfida della tomba etrusca. Un pool di esperti per il delicato trasloco pezzo per pezzo Sarà un caso unico nel suo genere, spinoso ma ricco di soddisfazioni. Sicuramente farà parlare perché sembra non ci siano precedenti nella storia del patrimonio archeologico nazionale. È il difficile trasloco della tomba etrusca dal cortile dell'edificio di via Boccaccio al parco di Villa Guerrazzi, che si svolgerà nei prossimi mesi. Il Comune stesso, dopo la vendita dell'immobile, provvederà con un finanziamento di 250.000 euro allo spostamento del reperto del VI secolo avanti Cristo alla Cinquantina. La tholos di Casaglia infatti fu scoperta nel 1931, ma quando fu trasferita sulla proprietà comunale fu consolidata con una camicia di cemento. Anna Maria Esposito, la funzionaria della Sovrintendenza, non nasconde le sue perplessità: «Sarebbe stato meglio lasciarla dov'era o scegliere la soluzione tecnica meno dannosa, cioè spostarla tutta intera. Però questa ipotesi si è bloccata a favore di una seconda, quella di sezionarla a spicchi, che ci sembra più rischiosa». La procedura amministrativa prevede l'affidamento a una ditta tramite gara d'appalto, che dovrà però soddisfare le esigenze non solo della Sovrintendenza, ma anche quelle del piano di lavoro che si annuncia complesso. «Lo spostamento della tomba è più delicato di quanto si creda» commenta l'assessore ai lavori pubblici Michela Ghezzani. Il ricongiungimento della tomba al suo corredo, custodito al museo archeologico, è però un'impresa cui il Comune deve far fronte, sia per la privatizzazione della struttura di via Boccaccio sia per la volontà di rendere fruibile un bene pubblico. Poiché l'imbracatura e il trasferimento a Villa Guerrazzi della tholos intera è stata scartata (con 3 metri e mezzo di diametro il trasporto era impraticabile), la soluzione è affidata a un progetto che dovrebbe ricevere l'approvazione della Sovrintendenza. Vi lavorerà un'equipe di archeologi, tecnici e operai specializzati dell'impresa appaltatrice per conseguire il sospirato risultato: sezionare il reperto senza comprometterlo. «Lo spostamento, previsto dal codice dei beni culturali, sarebbe assai più semplice se si trattasse della consueta struttura murata a secco - dice Fabrizio Burchianti, responsabile scientifico del museo archeologico - Il nostro problema è che il cemento aggiunto negli anni Cinquanta-Sessanta per consolidare la struttura ha legato i blocchi di calcare di cui è composta la tomba. Trattandosi di una pietra locale fragile, toccando il cemento possono sfaldarsi. Non conosciamo precedenti di operazioni di questo tipo. Il cemento sarà sostituito con malte speciali reversibili ma durante lo smontaggio l'abilità manuale sarà decisiva per salvare le pietre in calcare. Un lavoro sperimentale affascinante come una sfida. Se riusciremo sarà un caso che, come si dice, farà letteratura».
CECINA. La sfida della tomba etrusca. Un pool di esperti per il delicato trasloco pezzo per pezzo
Il Comune di Siena sta per trasferire la tomba etrusca del VI secolo a.C. dal cortile dell'edificio di via Boccaccio al parco di Villa Guerrazzi. Il trasloco sarà un caso unico e richiederà un'operazione delicata. La tomba è stata consolidata con cemento negli anni '50 e '60, ma questo ha legato i blocchi di calcare che la compongono. L'operazione prevede di sezionare la tomba a spicchi e sostituire il cemento con malte speciali reversibili. L'equipe di archeologi, tecnici e operai specializzati dell'impresa appaltatrice lavorerà per salvare le pietre in calcare.
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