Mancano i soldi slitta oltre il 2011 il riallestimento dellEgizio Tardano ad arrivare i dieci milioni dovuti dalla Regione e dal Comune, i tempi del trasloco della Galleria Sabauda a Palazzo Reale si fanno incerti, lo stesso responsabile del riallestimento ha recentemente lasciato il suo incarico. Rischia una brusca frenata il progetto del nuovo Museo Egizio, e probabilmente non sarà pronto lanno prossimo per i festeggiamenti di Italia 150. Una tegola che il presidente Elkann affronta con filosofia: «Il nuovo Egizio si farà, pazienza se ci vorrà più tempo: non è quella la priorità». Cè allarme intorno ai tempi di realizzazione del nuovo Museo Egizio, a un anno dallinizio dai festeggiamenti per il 2011. Si rischia di arrivare al fatidico appuntamento impreparati, con gli spazi sotterranei e della manica Schiaparelli - che avrebbero dovuto essere pronti per quellevento - ancora inagibili. Ma il presidente Alain Elkann getta acqua sul fuoco: «Non cè disimpegno da parte nostra, siamo solo alle prese con concomitanze elettorali e burocratiche». Vari i motivi dietro ai ritardi, al primo posto il fatto che Regione e Comune non hanno ancora versato i soldi - sette milioni la prima, tre il secondo - previsti per i lavori. Il piatto piange dunque, non ci sono inoltre date certe sul trasloco a Palazzo Reale della Galleria Sabauda, che dovrebbe permettere il raddoppio dellEgizio, lasciando i locali già occupati dai dipinti dinastici dei Savoia a disposizione di mummie e faraoni. La gara dappalto da 31 milioni di euro non è stata dunque ancora bandita, nonostante lapprovazione del progetto esecutivo presentato dal gruppo Isola Architetti risalga ormai a diversi mesi fa e i primi interventi strutturali fossero previsti già per lautunno, mentre la stessa gara era annunciata nellestate come prossima, comunque da effettuare entro lanno. E, come se non bastasse, il rup - responsabile unico di progetto - Sergio Moro ha lasciato da alcuni mesi il campo per passare ad altro incarico: ora è il direttore generale della partecipata della Regione per i grandi appalti Scr. Nel consiglio di amministrazione di lunedì prossimo dovrebbe uscire il nome del nuovo rup e nella stessa settimana "traslocherà" al piano terreno con tutti suoi oggetti la tomba di Kha - quasi un museo nel museo - mentre lo Statuario di Ferretti si prepara a ospitare in una delle due sale i reperti che dovranno essere sgomberati dallala Schiaparelli. Tra le novità, anche il trasferimento degli uffici - compresi quelli del presidente Alain Elkann e della direttrice Eleni Vassilika - al primo piano del museo, nella Sala 1 un tempo parte del percorso di visita. E mentre già si è predisposto, tra piano terreno e primo piano, litinerario per i pellegrini e i turisti che saranno a Torino per lostensione della Sindone - si partirà dal piano terreno, per scendere poi nellala Schiaparelli e risalire al primo piano, punto di partenza la sala 2, con le mummie e i Libri dei morti - ci si interroga sul futuro. «Stiamo aspettando le delibere di Regione e Comune, al momento ci sono già le lettere di intenti degli assessori Alfieri e Oliva. Inoltre troveremo al più presto il nome del nuovo rup - continua Elkann - Mi auguro che per il prossimo anno si possa portare a termine il piano ipogeo, per cui già si è effettuato in parte lo scavo. Ci sono indubbiamente cambiamenti in corso, anche per motivi elettorali, ma non perdo certo la fiducia. Il museo nuovo si farà e pazienza se non sarà pronto per i 150 anni, non è quello lobiettivo prioritario».