La decisione del sindaco Favilla risale a qualche mese fa Un restyling da 37 milioni tutto affidato a De Santis Lucca si gioca un Piano di sviluppo da 37 milioni. Unoperazione di «restyling» che riguarderà un quarto dellintero centro storico. Ma lamministrazione comunale guidata da Mauro Favilla consegna tutto, progettazione e realizzazione, al Provveditorato alle opere pubbliche guidato da Fabio De Santis. Una decisione che risale a qualche mese fa ma che solo adesso, alla luce dellinchiesta sulle opere pubbliche che è costata larresto a De Santis, esplode il caso del Piano integrato di sviluppo urbano sostenibile (Piuss). Per quale motivo il sindaco Pdl Mauro Favilla ha deciso di dare tutto al Provveditorato? «Ufficialmente non ha mai spiegato perché, ci ha solo detto che gli uffici comunali non sarebbero stati in grado di gestire in proprio progetti e appalti», dice il capogruppo Pd Alessandro Tambellini. E lopposizione incalza adesso il sindaco Favilla per una scelta osteggiata anche dagli ordini professionali lucchesi: «Chiederemo quali sono stati i passaggi che hanno portato alla decisione di delegare tutto al Provveditorato, vogliamo capire se la decisione si è formata sulla base di passaggi istituzionali ben precisi o invece sulla base di semplici telefonate», annuncia ancora il capogruppo Pd. Il caso di «Lucca Dentro», il Piuss che coinvolge ben 14 progetti, dal recupero della ex Manifattura Tabacchi fino a quello di buona parte dellex convento di San Romano, dellex Caserma Lorenzini e di una vasta area di piazzale Verdi e delle Mura urbane, è ormai sotto i riflettori della politica. Dopo aver vinto il bando Piuss, il Comune dovrà adesso finanziare 14,6 milioni dei 37 totali (il resto dei soldi arriverà dalla Regione) e per questo ha deciso di ricorrere ad un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. Proprio pochi giorni fa, il Comune ha consegnato alla Regione i progetti approvati dalla sovrintendenza ed entro lautunno, secondo la tabella di marcia, il Provveditorato toscano dovrà lanciare le gare dappalto. «Col rischio però di un mancato controllo da parte della città, visto che non è previsto il passaggio in consiglio comunale», rileva preoccupata lopposizione.