UNDICI milioni di euro, ma si tratta di una stima approssimativa e certamente per difetto. Alla Soprintendenza esitano un po' prima di annunciare il valore del tesoro della collezione De Vanna, ma né le parole né lo sguardo riescono a tradire l'emozione. Inestimabile e incalcolabile sono cosi gli aggettivi che si possono cogliere tra le righe. D'altra parte quando la posta in gioco è la storia dell'arte dell'Italia e dell'Europa moderne e contemporanee non c'è molto da aggiungere. Duecentoventinove dipinti e altri 108 pezzi, fra disegni e acquerelli: ecco l'impressionante portata numerica della collezione De Vanna. Ma oltre i numeri sono i nomi degli artisti a rendere strabiliante la donazione allo Stato dei bitontini Girolamo e Rosaria De Vanna. Facciamone qualcuno: Tiziano, Tiepolo, Delacroix, Poussin, Goya, DeNittis e ancora Luca Giordano, il Parmigianino, Corrado Giaquinto, Salvator Rosa, Artemisia Gentileschi e Francesca Solimena. È un tesoro che i De Vanna donano alla loro Bitonto, assicurandogli una piena fruizione pubblica: ad accogliere la collezione sarà il cinquecentesco Palazzo Sylos Calò. Quando la Pinacoteca De Vanna", ma ai donatori non piace l'idea che si chiami cosi, aprirà invece i battenti? A partire da ieri mattina è scattato il conto alla ro -vescia dei quattro anni perché vengano perfezionate le condizioni poste dai De Vanna per la donazione modale, sottoscritta al ministero per i Beni e le attività culturali un paio di giorni fa. A stipulare l'accordo il ministro Giuliano Urbani, il soprintendente Salvatore Abita, Nicola Pice, sindaco di Bitonto, Girolamo e Rosaria De Vanna e l'ex soprintendente per la Puglia Ugo Soragni, grande tessitore istituzionale dell'operazione che ha fin qui condotto a gettare le fondamenta per questo nuovo e importante spazio dedicato all'arte e alla cultura. Per loro conto i De Vanna, in tema di condizioni, si sono limitati a chiedere lo stretto indispensabile: l'individuazione di un'adeguata sede per mantenere la collezione a Bitonto e la partecipazione alla Fondazione che si dovrà preoccupare di gestire lo spazio museale. Perché se la sede c'è già, Palazzo Sylos Calò appunto -a metterlo a disposizione dall'Amministrazione comunale bitontina - resta il problema della gestione che, nelle intenzioni del Ministero, non potrà che essere affidata a una Fondazione. È quanto annuncia l'ex soprintendente Soragni: «Ci sono tutti i presupposti perché ogni cosa fili per il verso giusto. Ora ci si dovrà solo mettere all'opera per sistemare i tasselli della Fondazione che aperta alla partecipazione dei privati dovrebbe essere costituita da Ministero, Regione Puglia e Comune di Bitonto insieme alla Fondazione Crp e alla Provincia di Bari». Tant'è che proprio ieri, a margine di un incontro con Soragni, il presidente Vincenzo Divella non ha perso tempo per dichiarare il suo convinto sostegno al progetto, attraverso dunque l'adesione alla costituenda Fondazione. Mentre la galleria di Palazzo Sylos Calò dovrà, conditio sine qua non della donazione modale, aprire le sue porte entro il 28 luglio 2008. Intanto i soldi per il recupero e l'adeguamento dell'edificio, assicurano Soragni e Pice, ci sono già: 3 milioni di euro provenienti dai fondi del gioco del Lotto e un milione messo a disposizione dalla Regione nell'ambito dell'accordo quadro di programma sottoscritto co! ministero per i Beni culturali il 22 dicembre scorso. «È una grande opportunità di crescita perla città - dice entusiasta il sindaco - ma oserei dire della Puglia e dell'Italia stesse. Crescita culturale e umana, visto che l'eccezionalità di questo atto di mecenatismo esprime un forte legame con la nostra terra». E la storica dell'arte Rosa Lorusso, che, in forze alla Soprintendenza, dal 2001 ad oggi si è preoccupata di curare l'opera di catalogazione delle opere, non ha dubbi nel sottolinearne la tipicità: «Si tratta di una collezione abbastanza singolare ed è nella sua eterogeneità che trova un punto di forza e di carattere». Eterogeneità è così la parola giusta per racchiudere lo spirito che ha messo insieme circa sei secoli di storia dell'arte, dal '400 al '900. Quello di Girolamo De Vanna, americanista all'Università di Urbino per mestiere e collezionista di opere d'arte per passione, una passione iniziata oltre quarant'anni fa e ancora ben salda. «È una collezione - spiega Salvatore Abita, soprintendente per i Beni artistici e storici della Puglia -assolutamente fuori dal comune per la sensibilità delle scelte del collezionista De Vanna, e con una valenza a dir poco nazionale. Tant'è che, da qui all'autunno, avremo un paio di anteprime al pubblico, in forma di antologica: prima alla Chiesa di San Michele a Ripa a Roma, quindi a Bari». Ma prima che parte della collezione diventi visibile ai più resta una certezza, racchiusa nella battuta pronunciata dal ministro Urbani pochi attimi dopo la stipula dell'accordo per la donazione modale: «Lo Stato è diventato più ricco». Bitonto, la Puglia stessa, sappiano farne tesoro.