torino Dopo l'Ordine degli Architetti e misteriosi privati, per l'edificio che ospita la Fondazione Bricherasio si annuncia un futuro, diciamo, bancario-culturale. Trattative sono in corso fra Alberto Alessio, patron della Fondazione che ha chiuso i battenti la scorsa estate tra non poche polemiche, e la «Banca Patrimoni Sella» - controllata da Banca Sella Holding - che lì, pare, voglia trasferirvi la propria sede e i rimanenti spazi destinarli a mostre e iniziative culturali della Fondazione Sella Onlus che è oggi concentrata a Biella e a Oropa dov'è l'attuale sede espositiva. Dalla Banca Patrimoni, presieduta da Maurizio Sella mentre Federico Sella è l'amministratore delegato, e la cui sede legale è in piazza CLN 255, cioè a pochi metri da Palazzo Bricherasio, arriva una generica conferma: «E' vero, stiamo valutando diverse opportunità in zona e tra queste c'è Palazzo Bricherasio - dicono in piazza CLN - ma la trattativa è ancora tutta da definire». Un'altra conferma arriva dall'avvocato Giovanni Acquaviva, il legale che rappresenta la società immobiliare incaricata di vendere l'edificio: «La trattativa c'è - dice - e la banca ha espresso interesse anche per la parte aulica, luogo ideale per accogliere mostre ed eventi della loro Fondazione». Di più, dai protagonisti della trattativa non si riesce a strappare. Si sa però la cifra in ballo si aggira attorno ai 20 milioni di euro e che Federico Sella, l'amministratore delegato della banca che si occupa di gestione ed amministrazione dei patrimoni della clientela privata ed istituzionale, ha incontrato il sindaco per informarlo di quanto stava accadendo. Una mossa diplomatica quantomai opportuna perché è noto che i rapporti fra Alessio e il Comune si sono incrinati quando l'imprenditore, furioso per i tagli decisi da Palazzo Civico ai fondi per la Cultura e quindi anche alla Fondazione Bricherasio, annunciò l'intenzione di chiudere. Chiamparino scese in campo in prima persona e ipotizzò la creazione di un tavolo attorno al quale far sedere enti pubblici e possibili nuovi partner per non far morire la Fondazione. Troppo tardi: Alessio traccheggiò qualche mese poi lanciò la spugna. Dire che Chiamparino e Fiorenzo Alfieri, l'assessore alla Cultura, se la presero è un eufemismo. Delusi perché la città perdeva un prestigioso punto culturale, erano e sono soprattutto imbufaliti dall'aver speso non pochi soldi pubblici per risistemare la piazzetta davanti all'edificio oggi oggetto della trattativa e concesso il permesso a realizzare l'originale vetrata dove la Bricherasio intendeva ospitare un bookstore e una caffeteria. Opere giustificate solo se utilizzate a corredo di un'entità culturale qual era la Fondazione sulla quale la città aveva puntato cuore e mezzi. Da Palazzo Civico arrivarono poi tuoni e fulmini quando si sparse la voce che Alessio aveva intenzione di trasformare il palazzo dove, all'ultimo piano, abita lui stesso, in un contenitore di alloggi di lusso: «Non daremo mai il permesso» fu la replica. Parole al vento, perché il piano regolatore proprio quello permette. Il Comune potrebbe solo pretendere lo smantellamento della vetrata ché la piazzetta è ormai fatta. Se però la trattativa con la Sella andasse in porto, tutto si sistemerebbe perché le attività della Fondazione biellese giustificherebbero ampiamente vetrata e piazzetta.
TORINO - I Sella vogliono Palazzo Bricherasio
La Fondazione Bricherasio, che chiuse i battenti la scorsa estate, sta trattando con la Banca Patrimoni Sella per trasferirsi in Palazzo Bricherasio a Torino. La banca ha espresso interesse per l'edificio e la trattativa è ancora in corso. La cifra in ballo è intorno ai 20 milioni di euro. Il sindaco ha incontrato Federico Sella, l'amministratore delegato della banca, per informarlo di quanto stava accadendo. La trattativa è vista come un'opportunità per il Comune di Torino, che potrebbe ottenere un punto culturale prestigioso.
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