«Fermatevi e rispettate il referendum» Ospedale, il Comitato contro la Regione: no all'accordo prima del voto LIVORNO. «Il comitato ha stoppato la raccolta firme, come previsto dalla legge, durante la campagna elettorale: chiediamo che anche gli enti locali mettano in stand by l'iter per la realizzazione dell'ospedale a Montenero almeno fino a quando non sarà nominata la nuova giunta regionale». Alzano la voce i rappresentanti del comitato del no (nella foto, la loro conferenza stampa), che in otto giorni - prima dello stop dell'8 febbraio ordinato dalle regionali - hanno raccolto 2084 firme contro la costruzione del nuovo presidio ai piedi del sacro colle. Per arrivare al referendum - impresa che a questo punto appare sempre più abbordabile - ne serviranno 4500. «Ma Asl, Comune e Regione - attacca la portavoce Francesca Pritoni - stanno procedendo a tappe forzate senza tener conto del cammino referendario e dei dubbi di una bella fetta di città. È deludente essere asfaltati in questo modo». Proprio oggi il consiglio comunale discuterà dell'operazione "nuovo ospedale", mettendo sotto la lente di ingrandimento l'accordo tra Comune e Asl per la permuta di alcuni terreni da adibire ad attività ospedaliere e residenze sanitarie assistite. Ma il passaggio più atteso è quello del 22 marzo quando - salvo intoppi nella Commissione tecnica della Regione - l'accordo di programma firmato da tutti gli attori coinvolti approderà sui banchi del Consiglio regionale, nell'ultima seduta prima del voto. «È assurdo - riprende la portavoce - che la Regione si occupi di atti così importanti in scadenza di legislatura. Dovrebbe svolgere solo l'ordinaria amministrazione. Non capiamo il carattere di urgenza di questi provvedimenti visto che tutti i candidati alla presidenza della Regione, compreso l'attuale assessore alla sanità Enrico Rossi, ci hanno assicurato che non sono in pericolo i fondi necessari per l'eventuale realizzazione della struttura». «E pensare - interviene il coordinatore del comitato, Fabio Verzoni - che per colpa del periodo elettorale non abbiamo potuto indire questa conferenza stampa in Circoscrizione. È un paradosso: le stanze della Circoscrizione no e gli accordi di programma sì». I referendari si sono quindi riuniti in Comune dove i consiglieri Lamberti (Confronto), Taradash e Tamburini (Pdl) hanno potuto "prenotare" una sala, presenziando (come da regolamento) all'incontro. «Il primo giorno di aprile - chiude Verzoni - riprenderemo la raccolta firme. Le operazioni si chiuderanno il 22 giugno e a ottobre, se tutto andrà per il meglio, sarà la città a decidere sulla localizzazione del nuovo ospedale». Cannito e Lamberti: «Chi tirerà fuori i soldi per i bus e la stazione di Banditella?» E in commissione è scontro sulla viabilità LIVORNO. Ospedale a Montenero, ma con quale viabilità? Un antipasto della discussione di oggi in consiglio è stato servito ieri sul piatto della commissione presieduta da Andrea Romano (Idv). Sui banchi dei consiglieri è finito di nuovo il rapporto sulla viabilità presentato dall'assessore Bruno Picchi alcuni giorni fa. Un pacchetto che vale 15 milioni di euro e che, come sottolineato dal consigliere del Pd Giuseppe Scavazzon, «il territorio aspetta da tempo per la sicurezza dei cittadini». Per l'adeguamento della Variante Aurelia l'assessore è tornato a ripetere che «l'amministrazione conta sulle compensazioni del Lotto Zero, comunque da rimodulare». Altro nodo da sciogliere, il trasporto pubblico, che in caso di "trasloco" a Montenero dovrà essere rivoluzionato. «E' prematuro - puntualizza l'assessore Maurizio Bettini - parlare di adeguamento del trasporto in vista della realizzazione di una struttura che non sarà in piedi prima di sette anni». Sono comunque in arrivo - al di là del pacchetto "nuovo ospedale" - alcune importanti modifiche alla circolazione dei mezzi Atl: «Non possiamo più rimandare il potenziamento della linea che corre lungo la Variante. Ce lo impongono la prossima realizzazione del Nuovo centro, l'entrata in funzione del distretto di Salviano, la nuova Rsa Boccaccio e gli uffici appena attivati della questura». Per quanto riguarda il presidio di Montenero l'ipotesi è «deviare le linee 2, 9 e 5, realizzandone una nuova che colleghi i quartieri nord con l'area più a sud». «Tutto questo - riprende Bettini - dovrebbe garantire, insieme ai bus a chiamata, 214 nuovi passaggi giornalieri nell'area del futuro ospedale». «Dove troverete i finanziamenti necessari per potenziare il trasporto pubblico?», domanda però Marco Cannito (Città diversa). Dai bus alla nuova stazione ferroviaria ipotizzata in Banditella il passo è breve. «Dov'è il piano di fattibilità reale? Chi metterà i soldi?», chiede Lamberti (Confronto). «Quella della stazione in Banditella - risponde Picchi - è un'opzione meno remota di quanto si possa immaginare. La città necessità di un regolamento urgente per lo scarico merci: l'idea è realizzare una piattaforma all'Interporto da cui far partire, su mezzi a basso impatto ambientale, le merci dirette in città. La stazione di Banditella servirebbe al trasporto verso l'ospedale». J.G.