Partirà a settembre la nuova campagna di scavi sulle strade di Gonfienti Passeggiare dentro la Prato etrusca. Percorrendo le strade del Sesto secolo, quelle che collegavano gli edifici: la villa patrizia e i due insediamenti abitativi, l'uno ai confini con Campi Bisenzio, l'altro nei pressi di villa Niccolini. E guardare gli scavi, le stanze, i cortili, il sistema di scarico delle acque, tutt'ora funzionante e forse un domani osservare le coperture delle case, in coppi rossi, rifatti come erano, utili a salvaguardare i reperti dalle intemperie, certamente, ma soprattutto a restituire l'immagine della grande, fiorente, città etrusca sul Bisenzio. E' questo il progetto «finalizzato alla fruizione pubblica» spiega la soprintendente Gabriella Poggesi, che sta dietro quel protocollo d'intesa fortemente voluto dalla Provincia, l'ente coordinatore e al quale hanno aderito i Comuni di Prato, di Campi, di Carmignano, la Regione e Interporto spa, già approvato dalla giunte di Palazzo Buomanici e ieri dall'esecutivo di piazza del Comune. «Io ci credo e ci credo davvero nell'utilità economica, in termini di occupazione e investimenti sul turismo, del futuro parco archeologico di Gonfienti e Carmignano». Parola di assessore alla Cultura e alla Attività produttive della Provincia Edoardo Nesi. «E credo altrettanto nella capacità di lavorare assieme e in armonia delle istituzioni e dei soggetti che hanno firmato l'accordo». I termini del protocollo d'intesa si conoscono: mettere in sinergia i siti archeologici etruschi del Montalbano composti prevalentemente da necropoli (Artimino e Roselle) con gli scavi pratesi di Gonfienti - 10 ettari o poco più sul versante pratese, altri 10 sul versante campigiano, area vasta come piazza Mercatale, piazza Duomo e piazza delle Carceri, messe assieme - dai quali è riemersa, sotto tre metri di terra, una città etrusca. Un evento rarissimo. Si sa anche che l'obiettivo è quello di far ripartire gli scavi, ripulendo l'area («La promessa è che non verrà mai più lasciata in abbandono» dice Nesi), consolidando e mettendo in sicurezza i reperti trovati, grazie a un finanziamento di 300mila euro della Regione e di 200mila della Provincia che saranno consegnati al ministero e poi girati alla Soprintendenza, per poi cercare di intercettare linee di finanziamenti nazionali. Ciò che ancora non si sa è cosa accadrà, nella pratica: «Vogliamo valorizzare - spiega Poggesi - tre aree: il cosiddetto bacino di compenso, nei pressi di villa Niccolini dove negli anni Novanta è stato trovato il primo edificio, il lotto 14 identificabile con la villa patrizia e il lotto 15 relativo al secondo edificio scavato, che tra di loro hanno un orientamento architettonico di grande corenza. Sono parti, cioè, di una vasta città». Prima di tutto la Soprintendenza scoprirà gli scavi di villa Niccolini, oggi ricoperti da uno strato di sabbia e di tessuto non tessuto per proteggerli. Poi si proseguirà con la viabilità. «Gli edifici - continua Poggesi - sono collegati tra di loro da una rete viaria composta da assi (uno più grande di circa 10 metri, gli altri due più piccoli di 5 ndr) che vogliamo riportare alla luce». Ecco i nuovi scavi riguarderanno gli assi viari della città etrusca: «ed è nostra volontà far percepire con chiarezza l'ambiente cittadino del tempo - conclude Poggesi - anche passeggiando sulle stesse strade». I lavori potrebbero partire già in settembre. Ma prima la Provincia ha intezione di allestire un sito internet con la ricostruzione virtuale della città sul Bisenzio: «Che tornerà viva - conclude Nesi - anche perchè chi la visiterà lo farà con la campaga di scavi in corso e se sarà fortunato potrà guardare gli archeologici scoprire tesori e riconsegnarli alla città».
PRATO. A passeggio dentro la Prato etrusca
La Provincia di Prato ha firmato un protocollo d'intesa con i Comuni di Prato, Campi Bisenzio e Carmignano, la Regione e Interporto spa per la creazione di un parco archeologico di Gonfienti e Carmignano. Il progetto prevede la scoperta e la valorizzazione di una città etrusca scavata negli anni Novanta. La Soprintendenza sarà responsabile della gestione e della valorizzazione del sito. Il progetto prevede la creazione di un sito internet con la ricostruzione virtuale della città e la promessa di non lasciare mai più l'area in abbandono. I lavori potrebbero iniziare già in settembre. La Provincia ha allocato 300mila euro della Regione e 200mila euro della Provincia per la valorizzazione del sito.
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