BARIE' stata donata allo Stato la collezione «De Vanna»: 229 dipinti tra cui opere di Caravaggio, Tiziano e Rubens e 108 disegni di valore inestimabile collezionati dal professore bitontino Girolamo De Vanna. La decisione di compiere l'atto di liberalità è stata subordinata alla condizione che lo Stato intervenisse direttamente nella gestione di questo immenso patrimonio. E il Comune di Bitonto ha svolto un ruolo fondamentale in questa direzione mettendo a disposizione palazzo Sylos Calò per la sede della pinacoteca. Al Comune si affiancano ora la Provincia di Bari come socio della fondazione che gestirà la pinacoteca e la Regione Puglia. Si affaccia un nuovo potenziale interlocutore, accanto al Comune del Bitonto, nella vicenda della collezione De Vanna, l'amministrazione provinciale, che per bocca del suo presidente Vincenzo Divella si dice oggi disposta ad accogliere l'invito del Sovrintendente regionale ai beni culturali, Ugo Soragni, ad aderire, insieme alla Regione Puglia, alla costituzione di una fondazione per la gestione della futura Pinacoteca «De Vanna», da ospitare nel restaurato Palazzo Sylos Calò di Bitonto. Questo a fronte dell'atto di donazione firmato il 27 luglio scorso a Roma presso il Ministero per i Beni e Attività culturali per il quale io Stato è diventato proprietario di un patrimonio artistico che spazia da Tiziano fino alle avanguardie del Novecento e Bitonto, per suo conto, si appronta ad allestire il più importante museo della Puglia. Si tratterà ora di stabilire le modalità di funzionamento della Fondazione e di delineare il ruolo degli enti locali interessati, anche alla luce delle condizioni poste dai collezionisti bitontini Gerolamo e Rosaria De Vanna i quali hanno da sempre dichiarato di voler bypassare Comune e organi periferici, richiedendo invece allo Stato una gestione diretta del costituendo museo. Resta comunque come primo soggetto in causa, il Comune di Bitonto, grazie a! personale interessamento del sindaco Nicola Pice, implicato nell'operazione per il fatto di aver donato a sua volta, nel febbraio 2003, al ministero, il palazzo Sylos Calò, sede prescelta per alloggiare la collezione. Nelle intenzioni dei donatori il varo dell'impresa non poteva infatti prescindere dalla riunificazione sotto un unico soggetto, ne!!a fattispecie il ministero, sia del patrimonio sia dell'immobile. La prestigiosa donazione che nella prima fase prevede la cessione di 229 dipinti e 108 disegni, quantità comunque destinata in futuro a triplicarsi, resta dunque a dare lustro a Bitonto, città natale dei De Vanna, malgrado la proprietà spetti allo Stato. «Rispetto ai tempi iniziali di avvio delle procedure - dichiara lo stesso Girolamo De Vanna - siamo in una fase di evoluzione legislativa in termini di rapporti tra centro e periferia e dunque è lo stesso ministero, in regime di tagli di spesa, a richiedere necessariamente l'ausilio degli enti locali. Si rende dunque necessaria la costituzione della Fondazione che, sostenuta da Provincia e Regione, grazie al personale impegno del soprintendente Soragni cui va davvero tutta la mia gratitudine, dovrebbe occuparsi solo della gestione del personale e del mantenimento attivo dell'istituzione, come avviene del resto in altri contesti nazionali, quali per esempio, il Museo Egizio di Torino. Rispetto alle riserve iniziali sono ottimista e spero che il coinvolgimento delle amministrazioni nostrane significhi un potenziamento della pianificazione e degli investimenti e non un impoverimento delle funzioni». A donazioni avvenute, il passaggio successivo dovrebbe essere quello del restauro del palazzo per il quale da tempo sono in via di preparazione le ne-cessane strategie finanziarie già concordale. Nelle clausole previste da De Vanna per la donazione e ora accolte dal ministero, sono stati anche indicati i tempi di attuazione del progetto, fissati in tre anni, data dopo la quale si darà il via al taglio del nastro. Oggetto di ulteriori specifiche in sede di donazione, sono stati i criteri museografici cui la pinacoteca sarà ispirata: non un semplice alloggiamento per la collezione ma un modello all'americana, un piccolo laboratorio in fieri e non un deposito. De Vanna intende infatti dar vita ad un progetto di museo nazionale con un fondo acquisti e con un gabinetto di disegni, il tutto da collegare ad un'attività espositi-va e didattica costante e non necessariamente connesse alle grandi mostre temporanee, all'interno del quale egli però non rivestirà alcun incarico. Si ritaglierà solo un ruolo di indirizzo, diretto alle ulteriori campagne acquisti e alla correzione dei criteri espositivi. Da un punto di vista dell'approccio siamo di fronte ad un'impostazione di segno contrario a quanto invece troviamo consuetudinarnente nei musei italiani. Dunque fra soli tre anni con la nascita della Pinacoteca «De Vanna» la Regione Puglia potrà contare su un'istituzione, la prima sul territorio, solidamente agganciata ad una vivace programmazione in grado di articolare iniziative di valorizzazione del patrimonio custodito. Bitonto si appresterebbe allora a diventare un esempio alternativo di gestione museale all'interno di un panorama locale al contrario piuttosto desolante.