I sindacati: istituzioni senza fondi, riforma abortita, caos organizzativo "Otto giorni" al dirigente per scongiurare lagitazione dei dipendenti «Problemi ne abbiamo dappertutto, viviamo in una situazione di confusione», sospira Viviana Laffi, dirigente Cgil, rappresentante dei dipendenti comunali. Ma al Settore Cultura di Palazzo dAccursio sono diventati probabilmente troppi. Riuniti ieri mattina in una lunga assemblea promossa dalle tre sigle confederali Cgil Cisl e Uil, i dipendenti del dipartimento «Sistema Bologna» (Cultura, Turismo, Giovani) chiedono che il loro direttore Paola Pasotto li convochi «entro otto giorni», con un calendario di incontri dedicati, oppure «saremo costretti - scrivono - a concordare le iniziative da intraprendere per sbloccare la situazione». I dipendenti del Settore Cultura del Comune sono circa 400: già disorientati dalla creazione delle due Istituzioni Biblioteche e Musei, hanno poi subìto lincertezza del doppio assessorato alla cultura voluto dal sindaco Delbono (con competenze divise tra Luciano Sita e Nicoletta Mantovani), ed ora il commissariamento. «I problemi sono tanti e di natura organizzativa, legati al fatto che la riforma della macchina comunale avviata dallex direttore generale Gaudenzio Garavini è rimasta interrotta a metà con le dimissioni del sindaco Delbono», spiega Viviana Laffi. I problemi a loro volta si tramutano nel «forte disagio» dei lavoratori, e lelenco che fanno è lungo. Cè un problema di utenti «difficili» alla Biblioteca Sala Borsa ma anche nelle Biblioteche di Quartiere. Le due più recenti Istituzioni delle Biblioteche Comunali e dei Musei Civici - affidate alla direzione ad interim di Mauro Felicori, dopo la cancellazione dei rispettivi bandi per la ricerca di un direttore - sono paralizzate dalla esiguità di risorse. Cè il problema dei precari della Cineteca. I sindacati lamentano «la mancanza di un assetto organizzativo coerente con lattuale macro-organizzazione (dipartimento e settore) che tenga conto delle esperienze e delle professionalità acquisite». Segnalano la «sofferenza degli uffici amministrativi gravati di ulteriori carichi di lavoro». Denunciano «la mancata informazione del trasferimento di alcuni dipendenti dal Settore Cultura alle Istituzioni dei Musei e delle Biblioteche che ha aggiunto difficoltà operative alla già complicata situazione del settore». Quanti dipendenti? «Sono una ventina», spiega ancora Viviana Laffi. Vi sono istituti che lamentano che non sia mai giunta una comunicazione ufficiale del passaggio sotto lombrello della rispettiva Istituzione. Problemi «datati», sottolinea Laffi: «Il 24 febbraio il direttore Paola Pasotto si era impegnata a fornire un calendario di incontri, e non lha ancora fatto». Cgil, Cisl e Uil non dimenticano di segnalare «le problematiche degli uffici di informazione e accoglienza turistica, ancora irrisolte fin dalla precedente amministrazione». La verità, sospira Laffi, è che «abbiamo problemi dappertutto».
BOLOGNA - "La cultura del Comune è allo sbando"
I dipendenti del Comune di Bologna, rappresentati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, hanno chiesto al direttore del Settore Cultura Paola Pasotto di incontrarli entro otto giorni per discutere della situazione organizzativa e dei problemi che affliggono il settore. I dipendenti del Settore Cultura sono circa 400 e hanno subìto la creazione delle due Istituzioni Biblioteche e Musei, il commissariamento e la mancanza di un assetto organizzativo coerente. I sindacati lamentano la mancanza di risorse, la sofferenza degli uffici amministrativi e la mancata informazione del trasferimento di alcuni dipendenti.
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