Il piano delle alienazioni passa in commissione col voto contrario di Pd e Idv Alcuni sono i "gioielli" del patrimonio comunale - come il gruppo di terreni Salvi Cristiani lungo la Declassata - altri sono edifici fatiscenti, alcuni sono terreni, altri ancora locali - ex scuole, per esempio- - ma situati in zone di Prato molto appetibili. E' lungo l'elenco dei beni (contenuto nel piano triennale delle alienazioni) che il Comune ha intenzione di mettere in vendita da qui al 2012 così da ottenere poco più di 11 milioni e 700.000 euro il primo anno per arrivare a una trentina a alienazione ultimata. Il piano delle alienazioni dovrà entrare nel bilancio di previsione, per questo motivo i tempi sono stretti - se la manovra non verrà approvata entro il 30 aprile scatterà il commissariamento - e ha necessità di un iter a "tambur battente". Il piano, infatti, è stato presentato e votato ieri dalla commissione urbanistica, presieduta dal Emanuele Berselli, coi voti della maggioranza e il no netto dell'opposizione. Oggi andrà in giunta, per terminare il cammino giovedì in consiglio comunale. Ovvia l'opposizione "senza se a senza ma" del gruppo Pd e di Idv che sottolineano come «le alienazioni non entrino in una pianificazione complessiva della città; si tratta di vendite a "macchia di leopardo" - hanno sottolineato il capogruppo Massimo Carlesi, i consiglieri Matteo Biffoni e Nicola Oliva e il consigliere Idv Aurelio Donzella - che non danno alcuna indicazioni su ciò che accadrà in futuro, sui motivi della vendita e sull'uso che si farà del denaro eventualmente ricavato. In più si rischia la colata di cemento». Cosa vuole vendere l'amministrazione comunale? Buona parte dei beni già giudicati alienabili anche dalla scorsa giunta di centrosinistra che però - soprattutto per quel che concerne i terreni Salvi Cristiani lungo la Declassata - aveva individuato una forma di governo con la variante Declassata che prevedeva la perequazione: nuove aree edificabili lungo l'asse Declassata ma in cambio di minori volumi nelle aree dense della città (Macrolotto zero, tra le altre). Nel 2010 il Comune vorrebbe disfarsi (ciascun bene avrà bisogno di una variante specifica che ne cambi la destinazione, come ha sottolineato il dirigente dell'ufficio urbanistica Riccardo Pecorario e quindi saranno alienabili in tempi diversi) tra gli altri beni di una parte dei terreni Salvi Cristiani, appunto, ricavandone 6 milioni di euro; dell'edificio in via Bologna oggi utilizzato come residenze d'emergenza per le famiglie bisognose - decisione che ha fatto insorgere Carlesi - per 240.000 euro; di una casa colonica a San Giorgio con annessi terreni (su richiesta dei circoli dell'area che si riunirebbero in un'unica struttura) trasformando l'area a destinazione ricreativa e culturale (vendita prevista nel 2012 per 970.000 euro); della colonica nel podere Migliori a Baciacavallo (vendita nel 2011) a 550.000 euro, da utilizzare come deposito anche per gli inerti; della torre di Castelnuovo che verrebbe ricostruita «per ridare un'identità alla frazione - ha spiegato Pecorario - ma che attorno, sui terreni circostanti, vedrebbe nascere nuove residenze»; e del terreno in via del Ciliegio a Tobbiana (per un milione e mezzo di euro), intervento che si collega alla nuova viabilità da realizzare alla Multisala. Sull'area in via del Ciliegio - a terziario e commerciale - verrebbe spostata la sede della gioielleria di via Traversa Pistoiese che dovrà esere demolita. E poi sono previste le alienazioni della piscina di via Arcangeli per costruire case e impianti sportivi, molti lavatoi (Vergaio, Iolo, Filettole) e l'immobile La Fontana a Canneto (per 275.000 euro). Secondo l'assessore al patrimonio Roberto Caverni che ha presentato la delibera illustrata dal dirigente Massimo Nutini, «si tratta di riuscire a mettere a frutto immobili che anche le altre giunte voleva vendere ma bloccati dagli iter farraginosi del cambio di destinazione d'uso». Per l'assessore all'Urbanistica Gianni Cenni, «il senso dell'operazione sta nell'indirizzo patrimoniale che la giunta ha dato: vendere consapevolmente per acquistare meglio altri beni più utili alla città».
PRATO. Il Comune vende i gioielli di famiglia
Riassunto in 200 parole:
Il Comune di Prato ha presentato un piano triennale delle alienazioni che prevede la vendita di oltre 30 beni, tra edifici, terreni e locali, per un totale di 11 milioni e 700.000 euro. Il piano è stato approvato dalla commissione urbanistica con il voto della maggioranza, mentre l'opposizione (Pd e Idv) ha espresso opposizione "senza se a senza ma". Il piano include la vendita di beni già giudicati alienabili dalla scorsa giunta di centrosinistra, come il gruppo di terreni Salvi Cristiani lungo la Declassata, e di altri beni come l'edificio in via Bologna e la colonica nel podere Migliori.
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