PALERMO. Per una qualità del paesaggio che sia fondata, in varia misura e secondo i casi, su valori estetici, quali l'ordine, l'equilibrio formale, la varietà, ma anche su valori di identità, ovvero su forme di una struttura che riconosciamo adatta alla funzione del vivere. La qualità del paesaggio per la qualità della vita. Queste in sintesi le motivazioni che hanno accelerato la definizione da parte della Soprintendenza di Trapani del primo piano territoriale paesistico, adottato dalla Regione Siciliana, a seguito della stesura delle linee-guida del piano paesistico territoriale regionale e dell'entrata in vigore del Codice Urbani. Presentato alla conferenza stampa di ieri mattina al Villino Florio, è il cosiddetto «Piano di Ambito 1» che interessa il comprensorio del trapanese (San Vito Lo Capo, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Valde-rice e Buseto Palizzolo), nonché l'arcipelago delle Egadi (Favignana, Marettimo, Levanzo) Seguiranno i piani che interessano gli altri comprensori provinciali dell'isola, imminenti dovrebbero essere quelli che fanno riferimento ai territori di Caltanissetta e Palermo. I piani territoriali paesistici nascono, dopo una lunga fase di individuazione ed analisi dei «tratti salienti» del territorio, concertando e verificando le informazioni raccolte con le amministrazioni locali e gli ordini professionali. «Sono strumenti - commenta Giuseppe Gini, Soprintendente di Trapani - che indicano una linea di indirizzo che riduce i margini di discrezionalità e fornisce possibilità e procedure chiare ai cittadini. L'obiettivo è produrre una normativa semplificata e quindi sempre più atta ad essere recepita dalle comunità che abitano il territorio e interagiscono con esso». Si è sottolineato che la novità di questo strumento normativo consiste nel puntare su forme di tutela attiva, fondata su azioni che migliorano conoscenza e fruizione del bene paesaggistico. «Prioritaria in questo primo piano -continua Giuseppina Favara, direttore del Servizio di Tutela - l'emergenza-co-ste, a partire dalla valutazione della difesa percettiva dei suoi valori. Il che non significa una musealizzazione del territorio; fatti salvi i vincoli laddove la risorsa paesaggistica ha il suo massimo valore, il piano individua aree deputate alle trasformazioni compatibili con gli equilibri del territorio». Un'altra piccola rivoluzione giunge con il monitoraggio dell'Osservatorio Regionale, per verificare gli effetti che i piani paesistici hanno sul territorio e suggerire le più opportune rettifiche per l'efficacia dei piani stessi. Un passo istituzionale importante: «Con questo primo piano - ha commentato l'assessore regionale ai Beni Culturali, Fabio Granata, presente - la Sicilia sarà all'avanguardia nel campo della normativa sulla tutela del paesaggio e in tema di un coerente sviluppo sosteni-bile del territorio. Può cominciare un altra era legata alla bellezza, all'armonia, alla difesa dell'identità culturale si diurna».