Voto bipartisan. Ma il Piano resta in salita Obbligatorio per i costruttori almeno il 35 di edilizia agevolata nelle grandi aree dismesse Voto bipartisan in Consiglio: sì alla costruzione di alloggi per laffitto moderato, con patto di vendita e per ledilizia agevolata Case low cost a 2mila euro al metro Mini-accordo sullurbanistica, nei progetti 30mila abitazioni popolari Il Piano di governo del territorio compie un passo avanti, importante per molte famiglie. Le nuove regole del Pgt imporranno nei grandi progetti urbanistici una quota obbligatoria di housing sociale. Case per laffitto a canone moderato, per laffitto con patto di futura vendita, per lacquisto a prezzi inferiori a quelli di mercato: «Meno di 2.000 euro al metro quadrato», dice lassessore allUrbanistica. Laccordo fra maggioranza e opposizione è stato raggiunto ieri. Un segnale positivo nel travagliato cammino del Pgt, ancora arenato nelle secche del Consiglio comunale. Dopo mesi di impasse sotto una valanga di emendamenti (allinizio, 1.400), il Piano di governo del territorio fa finalmente un passo avanti. La fine del percorso rimane molto lontana, resta tutto da vedere se il Pgt sarà definitivamente licenziato entro la fine del mandato, ma è un primo segnale. Ieri è stato raggiunto laccordo sullhousing sociale, il mix di misure per calmierare i prezzi delle locazioni e delle compravendite che viene incontro al bisogno di casa del ceto medio e medio-basso, catalogato come troppo abbiente per avere diritto alla casa popolare ma in realtà impossibilitato a sopportare i prezzi di mercato anche dopo la fine della bolla speculativa immobiliare. Lintesa prevede di incrementare la quota di case costruite per laffitto a canone moderato, per laffitto con patto di futura vendita (grazie al quale linquilino acquista dopo un certo numero di anni), in regime di edilizia agevolata (per comprare a cifre accessibili) e di edilizia sociale (le vere e proprie case popolari). Spiega Carmela Rozza (Pd): «Gli alloggi in housing sociale previsti dal Pgt così raddoppiano, da 11.000 a 22.000». In aula Masseroli azzarda una cifra ancora più ottimistica: «Possiamo arrivare a oltre 30.000 alloggi e per la vendita il prezzo sarà inferiore ai 2.000 euro al metro quadro. In una situazione confusa per il Paese e per la città siamo riusciti a lavorare insieme, venendo incontro ai bisogni della gente, su un terreno che si prestava alla contrapposizione ideologica». Il Pgt, nella versione originaria, si limitava a premiare con nuove volumetrie i costruttori disposti a costruire per un mercato «povero» e per loro meno remunerativo. «Un meccanismo già sperimentato senza successo negli ultimi dieci anni - osserva il Verde Enrico Fedrighini - perché i costruttori preferivano rinunciare ai volumi in più». Lopposizione ha ottenuto che lincentivo si trasformasse in dovere. «Alla fine di una battaglia dura ma propositiva - dicono la Rozza e il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino - è stato sancito un principio per cui il 35 di ciò che verrà costruito dovrà obbligatoriamente essere destinato ad housing sociale». La svolta si realizzerà nel tempo ma riscuote il consenso di tutti i partiti. Per gli ex di An nel Pdl, lhousing sociale era un obiettivo, il Pd lo aveva indicato fra i punti irrinunciabili. Hanno firmato anche Verdi, Rifondazione, Sinistra e Libertà. Pur condividendo «i valori ideali di questa scelta», si è astenuto Basilio Rizzo (Lista Fo). Al voto in aula, il solo contrario è stato Francesco Rizzati dei Comunisti italiani: «Siamo agli auspici, non alle cose reali. Le case popolari si costruiscono solo se lo Stato ci mette i soldi, il resto è aria fritta». Malgrado il largo consenso, arrivare al risultato non è stato facile. Fino a giovedì scorso, il Pdl chiedeva alla minoranza il ritiro di 400 emendamenti. Ieri ci si è accordati su cento, una settantina di merito e il resto ostruzionistici. Anche Enzo Giudice, consigliere del Pdl criticato dal partito per il fuoco amico dei suoi 56 emendamenti, ne ha ritirati una dozzina (e la Lega uno su 17). Dopodomani si torna in Consiglio: «Potremmo chiudere su altri temi importanti del Pgt, gli ex scali ferroviari e il risparmio energetico», spera Michele Mardegan, vicecapogruppo Pdl. Forse però almeno allo scalo Farini, con il grande parco in progetto e il nuovo coefficiente di housing sociale, andranno rifatti i conti.
MILANO - Pgt, passa il mini-accordo Trentamila case low cost nei progetti urbanistici
Riassunto in 200 parole:
Il Piano di governo del territorio ha raggiunto un accordo bipartisan con l'opposizione, previsto per la costruzione di alloggi per la affitto moderato, con patto di vendita e per l'edilizia agevolata. Il piano prevede di aumentare la quota di case costruite per la affitto a canone moderato, per la affitto con patto di futura vendita e per l'edilizia sociale. La quota obbligatoria di housing sociale nei grandi progetti urbanistici è stata fissata al 35%. Il piano prevede di raddoppiare la quota di case popolari da 11.000 a 22.000. Il minimo prezzo per la vendita è stato fissato a 2.000 euro al metro quadrato.
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