Il sostituto procuratore Gintoli chiede misure di sicurezza dettagliate in tutto il complesso Il magistrato ha ritenuto insufficiente il disegno delle inferriate Forte Belvedere, ancora un rinvio. Il piano di messa in sicurezza approntato da Palazzo Vecchio per chiedere il dissequestro della struttura è incompleto. Non basta il disegno delle inferriate per delimitare le aree a rischio, servono altri approfondimenti. Così il sostituto procuratore Concetta Gintoli, lha rispedito al mittente. Con la richiesta di un piano di sicurezza accurato e dettagliato per tutto il complesso monumentale, completo di potenziamento dellilluminazione, numero di persone addette al controllo, orari di apertura e chiusura ben definiti. «Il piano che abbiamo presentato, approvato anche dalla soprintendenza, non è stato bocciato. Ha solo bisogno di un relazione integrativa, che sarà fornita tra quanto prima. Tra qualche giorno, forniremo mappe, disegni e documenti su quanto richiesto» precisa lassessore alla cultura Giuliano da Empoli, assicurando che gli uffici delle Belle Arti sono già al lavoro. Il progetto che gli uffici di Palazzo Vecchio devono completare, disegna delle ringhiere di ferro zingato alte 1 metro, collocate a mezzo metro di distanza dal perimetro dei bastioni, oltre che dalle terrazze intorno alla Palazzina. Si tratta di materiali seriali, in "orsogrill", che recintano tutte le aree a rischio, mettendo così in sicurezza i precorsi sui grandi prati prospicienti i bastioni, le terrazze, rendendo impossibile avvicinarsi alle mura, senza per altro far sì che le inferriate invadano la possibilità di ammirare il panorama sulla città. E pur sempre un piano provvisorio, per la fruizione diurna del Forte, mirato a chiedere alla Procura intanto il dissequestro della struttura, dopo i gravissimi episodi costati la vita a due giovani, Luca Raso nel 2006 e Veronica Locatelli nel 2008. Un rimedio adottabile in breve tempo, visto che le inferriate sono prefabbricate (il costo si aggira sui 50 mila euro) e sono ancorabili a mura e muri senza danneggiare il complesso storico. Ma il nuovo rinvio prospetta un ulteriore allungamento dei tempi di riapertura al pubblico di Forte Belvedere. Tantè che non sono previsti eventi e manifestazioni che sembravano poter arricchire la prossima stagione estiva. Così come spiega lassessore da Empoli: «Ancora non sappiamo quanto dureranno le procedure, è effettivamente difficile programmare qualcosa senza la certezza dei tempi. Inoltre al secondo piano delle Palazzina sono stati collocati temporaneamente tutti i dipinti delle collezione Alberto della Ragione. Per poter riaprire la Palazzina, dovrà essere disallestita tutta la collezione, quindi va recuperata la superficie espositiva. Se siamo fortunati, ce la faremo per la fine dellestate. Ecco, magari si può pensare di farci qualcosa, ma siamo ben lontani da progetti e programmi precisi che ne prevedano lutilizzo». E per quanto riguarda un progetto definitivo di messa in sicurezza di tutta la struttura, i tempi si allungano ancora di più, e salgono soprattutto i costi per Palazzo Vecchio, anche se 400 mila euro sono già previsti nel bilancio del 2010. La soprintendenza ai monumenti di Palazzo Pitti ha più volte auspicato un disegno di parapetti non invasivi, ipotizzando un corrimano con un tondino di ferro che aumenti laltezza dei bastioni, senza tuttavia danneggiare la visione di insieme della fortezza medicea. La realizzazione delle inferriate provvisorie sarà il banco di prova del nuovo progetto.
FIRENZE - Forte Belvedere, la procura respinge il piano del Comune
Il sostituto procuratore Gintoli ha richiesto misure di sicurezza dettagliate per il Forte Belvedere, che include il disegno delle inferriate e il potenziamento dellilluminazione. Il piano di sicurezza presentato da Palazzo Vecchio non è stato sufficiente, quindi è stato richiesto un piano integrativo. Il progetto prevede la realizzazione di ringhiere di ferro zingato alte 1 metro, collocate a mezzo metro di distanza dal perimetro dei bastioni, per recintare le aree a rischio. Il piano provvisorio mira a chiedere al procuratore il dissequestro della struttura, ma il nuovo rinvio prospetta un ulteriore allungamento dei tempi di riapertura al pubblico.
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