Ottantadue quadri dei depositi degli Uffizi sono esposti nel grande Shanghai Museum e resteranno in Cina per diciotto mesi, facendo tappa in cinque gallerie. L'inaugurazione della mostra «fiorentina» è stata festosa: centinaia di invitati, critici, giornalisti e in primo luogo lo stesso direttore degli Uffizi, Antonio Natali, che ha mostrato compiacimento per l'iniziativa da lui personalmente seguita. La mostra, che si intitola ai generi di pittura (paesaggio, natura morta, ritratti) allinea, tra le altre, opere di Botticelli, Tiziano, Tintoretto, Guercino, Canaletto, Van Wittel, Bartolomeo Bimbi, fino a Giacomo BalIa. I quadri, tutti molto belli, provengono per scelta dello stesso direttore Natali, dagli sconfinati depositi degli Uffizi, dove peraltro sono sempre esposti migliaia di lavori pregiati, ben noti agli esperti che si avvicendano nello studio. La rassegna è stata preparata e seguita dalla Contemporanea Progetti, con sede a Firenze: fondata da Eugenio Martora e Patrizia Pietrogrande, gestita da 15 persone tra architetti, storici, organizzatori, spedizionieri e così via, segue, prepara e organizza un gran numero di esposizioni internazionali, ricevendo ovviamente un compenso per le prestazioni qualificate, talvolta con intermediazione diplomatica. E una grossa, potente e rispettata impresa. Tra l'altro, al momento, altre due preziose mostre di tesori fiorentini sono in atto, preparate e seguite da Contemporanea Progetti: 6 disegni autentici di Michelangelo e una serie di modelli sono sposti in Brasile in accordo con Casa Buonarroti, mentre a Philadelphia ci sono importanti pezzi archeologici toscani. La trasferta di ingenti gruppi di opere preziose delle raccolte fiorentine pu destare, come è pi volte accaduto, qualche preoccupata reazione. Ferma restando Dibattito Sono davvero utili queste esportazioni massicce di opere? la stima per la capacità tecnica della Contemporanea Progetti, supportata anche dall'appoggio di Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale al Ministero competente, e pur riconoscendo la competenza della soprintendente Cristina Acidini e del direttore Natali nello scelta nei depositi, che dunque non mancheranno ai normali visitatori degli Uffizi, resta evidente la opportunità di una discussione «politica» sul tipo di rapporto «utile» che la Firenze pi preziosa deve avere con il pubblico, a noi estraneo, di paesi molto lontani. Vogliamo sorprenderli? Sedurli? Invitarli? Le mostre possono essere specifiche, e dunque rivolte a un pubblico colto (come la «Venere nel mito» presentata l'anno scorso a Tokyo). Oppure genericamente gustose, come quella che oggi mostra, tra l'altro, la «Leda e il cigno», di Tintoretto. Con queste esportazioni massicce si tenta genericamente, di catturare sguardi nuovi per la nostra fondamentale istituzione culturale? La quale, poi, è purtroppo in sofferenza per vari motivi, tanto da perdere nell'ultimo anno 23.633 visitatori su un milione e mezzo? Oppure è un'azione culturale di valore mondiale quella che si vuoI compiere con massicce trasferte? E dunque, affrontando la scelta, i fiorentini possono festeggiare quale ottimo risultato i centomila euro che verranno versati dall'impresa organizzatrice alla Soprintendenza, oppure devono aspirare a un think-tank di studiosi capace di valutare dimensioni, tempi, destinatari delle esportazioni pesanti? Centomila euro, certo, sono un bel contributo per una soprintendenza povera, ma infondo i soli Amici degli Uffizi già ci regalano, ogni anno, quasi la stessa cifra, con azioni mirate, e lo stesso fanno i Friends of Florence. Insomma, stavolta dobbiamo salutare con simpatia gli ospitanti cinesi. Ma, da ora in poi, i cervelli fiorentini dovrebbero pensare con mente critica a scopi e caratteristiche delle trasferte del patrimonio culturale.