BANDI DI CONCORSO Santa Maria Antiqua, gli affreschi da curare con appalti pilotati A. Di Ge. La consuetudine al commissariamento dei siti culturali, complice l'emergenza ventilata, l'eccezionalità dei casi e la facilità dei finanziamenti che saltano le ordinarie procedure, può condurre a vere e proprie storture giuridiche, rendendo più semplice la cattiva abitudine degli «appalti pilotati». Trincerandosi dietro chi commissaria (la Maddalena e il G8 insegnano molto in questo campo), si può essere più discrezionali nella scelta e arrivare a indire bandi «cuciti addosso» a imprese amiche. Che non necessariamente sono le più idonee a eseguire il lavoro richiesto, cosa assai inquietante quando la materia su cui mettere le mani sono i capolavori dell'arte e dell'architettura, patrimoni dell'umanità intera e non proprietà privata delle amministrazioni politiche di turno. Un altro modo per «deviare» l'appalto in una direzione è istituire un concorso attribuendo punteggi a requisiti specifici, che possono mutare a scelta della commissione. La valutazione legata a fattori curriculari - che possono gonfiarsi all'occasione - hanno già prodotto involuzioni in altre situazioni, per esempio a Firenze dove un architetto come il giapponese Isozaki si è visto assegnare una manciata misera di punti in confronto ad altri in gara, più «appoggiati». In questo senso, va letto anche il recente caso di santa Maria Antiqua, chiesa che sorge nella zona commissariata dei Fori. Si tratta di un complesso che venne riutilizzato nel IV e V secolo e che, a partire dal VI secolo, testimonia una trasformazione in senso cristiano del foro stesso. Rimasta sepolta per quasi mille anni dalle macerie della Domus imperiale cadutale addosso dopo un terremoto, santa Maria Antiqua al suo interno conserva diversi cicli di affreschi, realizzati tra la metà del VI e del IX secolo. Quei dipinti sono una documentazione molto importante della pittura bizantina. A concorrere per il restauro della parte pittorica sono state invitate sei imprese, giudicate evidentemente fra le migliori sul territorio. In una settimana, i partecipanti al bando hanno dovuto organizzare il materiale da giudicare secondo criteri inseriti ad hoc dalla stazione appaltante: curricula inerenti al lavoro specifico, progetti e proposte migliorative, perfino un «piano» per rendere il cantiere accessibile al pubblico. A spingere ancora di più sulla discrezionalità del giudizio è intervenuto l'elemento delle «referenze» (mai richieste in precedenza e quindi difficilmente presentabili tra gli atti). Fra i «giocatori», figuravano anche restauratori di chiara fama, come Antonio Forcellino o Carlo Giantomassi, uno dei massimi esperti di restauro medievale avendo lavorato su Pietro Cavallini, Giotto e, cosa non da poco, sugli stessi affreschi di Santa Maria Antiqua. L'amministrazione però ha premiato un giovane restauratore, «favorito» grazie al punteggio raggiunto sulla documentazione presentata, a prescindere dall'esperienza sul campo. I suoi requisiti sono stati valutati così tanto da staccare tutti gli altri e trasformarli in dilettanti. Ha vinto nonostante un'offerta economica superiore. Puro arbitrio? Il sospetto è grande. Per evitare assegnazioni incerte e fugare ogni dubbio, basterebbe che gli appalti fossero attribuiti a vantaggio del bene pubblico, stabiliti sulla professionalità e su dati inconfutabili.
ROMA - Bandi di concorso. Santa Maria Antiqua, gli affreschi da curare con appalti pilotati
Un concorso per il restauro degli affreschi di Santa Maria Antiqua è stato indetto. Le imprese hanno dovuto presentare documentazione e progetti per il restauro. Il giudizio è stato influenzato dall'elemento delle referenze, che non è stato richiesto in precedenza. Un giovane restauratore ha vinto il concorso nonostante un'offerta economica superiore, grazie a un punteggio raggiunto sulla documentazione. Il sospetto è grande che il giudizio sia stato influenzato dall'arbitrio. L'amministrazione ha premiato il giovane restauratore a prescindere dall'esperienza sul campo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo