Il ministero: spiacenti, non siamo competenti Cangini: ora approfondimenti tecnici e politici «Ci dispiace, ma la questione non è di nostra competenza». Suona come uno smacco la comunicazione della sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici di Verona arrivata a palazzo Trissino. Invocata da giorni come un «deus ex machina», la presa di posizione dell'ente sul caso «banca fantasma» non arriva. O meglio: arriva con un non-parere, avvertendo l'amministrazione Variati che nulla può fare in materia. «La soprintendenza non si esprime sul caso dell'abuso di piazza Matteotti - spiega l'assessore all'edilizia privata Pierangelo Cangini i cui uffici, ieri mattina, hanno ricevuto la risposta del soprintendente Andrea Alberti -. Era la legge a imporci di chiedere tale parere essendo stato commesso un abuso in centro storico, pur in un edificio non tutelato. E' questa, infatti, la procedura prevista dal Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. Ora la soprintendenza ci risponde che il cambio d'uso non autorizzato conseguente all'esecuzione dei lavori di ristrutturazione in difformità non rientra nelle sue competenz e . Nepre ndiamoatto. Nei prossimi giorni l'amministrazione eseguirà un approfondimento tecnico giuridico e successivamente un'analisi politica per decidere sul da farsi».